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A Messina un corteo di luci accese, mamma Cetty: "Grazie, diamo voce a Sara" IL VIDEO

L'applauso scrosciante di chi, con tutta la forza, ha cercato di abbracciare col rumore una madre che ha perso il suo tutto e un corteo di luci per quel raggio di sole che si amava troppo per stare con chiunque

Messina, è tutta al fianco della famiglia Campanella. Di una mamma che prova a dare voce a una voce che non c'è più, ma che risuonerà nei ricordi, nell'immenso sorriso di una figlia "strappata" al suo futuro, ai suoi affetti.

In migliaia hanno accolto Cetty Zaccaria nel piazzale del Rettorato, una marea di uomini e donne, studenti e professori che assieme al sindaco Federico Basile e alla rettrice Giovanna Spatari hanno voluto dare la mano, sorreggere una madre che sta vivendo un dolore inaccettabile. 

Le parole di una studentessa hanno ricordato le 11 vittime di femminicidio del 2025: "Perché non succeda mai più. Perché non si debba più avere paura di vivere". Assieme ad altri pensieri: "La giustizia non servirà a restituire Sara, ma noi siamo qui per voi, per darvi quell'amore che vi hanno tolto". A prendere la parola anche un rappresentante del liceo La Farina: "Meditiamo sulle colpe che tutti noi abbiamo e cerchiamo di costruire un mondo migliore,  affinché Sara continui a vivere non solo nelle parole, ma nello spirito quotidiano".

"Non si può descrivere cosa sei stata, il tuo sorriso, le tue parole giuste al momento giusto, tu sei ancora qui con noi, non ci sono parole per il vuoto che stiamo provando, il dolore è immenso, ingiusto, incomprensibile, non riusciamo ad accettare che qualcuno abbia spento quella luce. Ci mancherai sempre". ha detto un'universitaria del corso di laurea frequentato da Sara.

La presidente della Crui Giovanna Iannantuoni ha detto: «Sono qui per per portare l’abbraccio di tutti gli atenei italiani. Ricordiamo a Sara ma anche Ilaria la studentessa della Sapienza e tutte le giovani vittime di Femminicidio. Ilaria E Sara erano due ragazze stupende, bravissime nello studio e solari». "Tutti gli atenei italiani sono vicini alla memoria di Sara e all’Università di Messina - ha aggiunto - Bisogna studiare questi fenomeni he provocano tragedie, bisogna essere capaci di comprendere i segnali prima che avvenga l’irreparabile».

A chiudere gli interventi la madre della giovane brutalmente uccisa lunedì scorso: "Voglio ringraziare tutti i presenti, grazie a nome di Sara, ora è con noi, ringrazio tutti i ragazzi e gli studenti che hanno dato voce a Sara, e la darete anche voi insieme a noi. Grazie a tutti". Queste le parole di mamma Cetty Zaccaria, assieme al padre e al fratello della studentessa uccisa, pronunciate al microfono davanti al rettorato di Messina prima che partisse la fiaccolata per ricordare la giovane di Misilmeri sgozzata da un altro studente che l’assillava ma con cui non voleva avere a che fare. Poi l'applauso scrosciante di chi, con tutta la forza, ha cercato di abbracciare col rumore una madre che ha perso il suo tutto e un corteo di luci per quel raggio di sole che si "amava troppo per stare con chiunque".

Il sindaco Basile: "Dedicheremo un luogo a Sara"

«Non ci sono parole per commentare quello che è successo a questa povera ragazza. Bisogna parlare e affrontare temi che sembrano scontati e invece non lo sono. Capire che il rispetto della persona deve essere più importante di tutto. Bisogna, come istituzioni, lavorare per sollecitare lo spirito di coesione sociale» ha detto il sindaco di Messina, Federico Basile, che ha partecipato alla fiaccolata per ricordare Sara Campanella. «Per ricordare Sara - prosegue - oggi, parlando con la mamma abbiamo deciso di creare qualcosa, nel luogo dov'è avvenuta la tragedia, che rifaccia nascere la speranza».

Le testimonianze dei colleghi: "Lui era un tipo taciturno che si isolava"

«Sono una collega di studi di Sara e purtroppo anche del suo assassino. Lui era un tipo taciturno che non stava mai insieme a noi e non faceva capire nulla di quello che provava per Sara. Non faceva gruppo e si isolava. Lei era invece una ragazza stupenda e piena di vita» ha ricordato Angela, una compagna di corso di Sara col lumino in mano insieme a migliaia di studenti, ma anche di professori, anziani, ragazzini durante la fiaccolata a Messina per ricordare l’omicidio della studentessa Sara Campanella e per dire «no alla violenza».

«Abbiamo fatto questa fiaccolata - prosegue Angela - per ricordare la nostra compagna e affinché atti brutali come quello accaduto a Sara non si ripetano mai più». Un altra collega di università, Giuliana, afferma: «Siamo sgomenti. Ci chiediamo come possano accadere ai giorni nostri queste. Se ci fosse qualcosa per fare smettere questi comportamenti lo faremmo subito. Non riesco a capacitarmi perché una persona come Sara, con tanta voglia di vivere sia morta così senza un motivo a 22 anni in modo così atroce».

Nel corteo un gruppo di ragazzi e ragazze tiene uno striscione con la foto di Sara con la frase presa dal profilo Facebook della ragazza: «Mi amo troppo per stare con chiunque» e poi il numero di telefono antiviolenza «1522». Messina così si è stretta alla famiglia Campanella.

 

 

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1 Commento

Armando

04/04/2025 05:51

La partecipazione al dolore per la morte di Sara e' stata significativa.E'TANGIBILE CHE LA GENTE SENTE PROFONDAMENTE IL DOLORE E RESPINGE LE TRAGEDIE.Denunciare subito comportamenti anomali.

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