Giovedì, 29 Ottobre 2020
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LEGGE ELETTORALE

Bersani: da ricovero
chi pensa al Monti-bis

 

"Chi pensa che con questa riforma elettorale si arrivi al Monti-bis è da ricovero. Ci sarebbe la palude e l'ingovernabilità. Lo tsunami, non per il Pd, ma per l'Italia". Pier Luigi Bersani stronca così l'ipotesi di riforma della legge elettorale. "Se non si garantisce la governabilità, noi ci metteremo di traverso. Dietro questa riforma c'é una logica furba del 'muoia Sansone con tutti i filistei', ma io sono fiducioso che si possa migliorare". Il leader del Partito democratico annuncia le barricate del suo partito se la riforma elettorale in discussione non prevederà un premio al primo partito.
 
"Non penseranno mica che mi metto a fare un governo con Berlusconi e Fini? - sbotta il segretario del Pd - Al di là di quanto sia alta la soglia il punto è se si vuole consentire a chi arriva primo di avere un ragionevole premio che non può essere sotto il 10%". Bersani sostiene la necessità di un premio che certo "non garantisce la maggioranza assoluta ma indica l'azionista di riferimento in grado di dire chi governa".
 
"Casini morirà di tattica. Io spero che metta la barra dritta a un certo punto e decida dove andare", aggiunge Bersani, a un incontro promosso da Left, criticando la mancanza di chiarezza della linea politica del leader Udc.
 
"Bisogna mettere le carte in tavola con serietà sulla legge elettorale. Questa mattina ho letto che Grillo e Bersani contestano questa riforma", dice il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini arrivando ad una iniziativa a Roma. "Lo dicano chiaramente - aggiunge - se vogliono tenere il Porcellum non devono avere paura di dirlo. Lo dicano in Parlamento e mi spieghino che è giusto che chi ha il 30% prenda il 55% dei seggi. Io ritengo che mettere una soglia, come peraltro ha richiesto la Corte Costituzionale, sia il minimo che si possa fare, perché un conto è premio del 7/8% un conto è il 25%. Quando Berlusconi e Prodi hanno vinto ed hanno raggiunto quasi il 50%, hanno preso il 6/7% di premio. Oggi questo non è più possibile per nessuno. Bisogna avere serietà - conclude Casini - le sceneggiate lasciano il tempo che trovano e dimostrano solo che c'é un tasso di strumentalità preoccupante: il Pd è una forza seria, si comporti da forza seria".
 
"Le dichiarazioni del presidente del Senato sono francamente incredibili", afferma Nichi Vendola, prendendo parte ad incontro a Pistoia in vista delle primarie. "L'idea che la legge elettorale debba essere modificata per impedire a qualcuno di vincere, l'idea che la preoccupazione non riguardi, per esempio, quel 54 per cento di astenuti nelle ultime elezioni siciliane, ma che appunto si tratti di ipotecare il futuro politico del Paese, credo che questo sia francamente inaccettabile e insopportabile, spero che si faccia saltare il tavolo per aria".
 
"Noi crediamo che in un Paese democratico e civile, il giorno dopo delle elezioni debba andare al governo e realizzare il programma quella maggioranza che è stata eletta in Parlamento dai cittadini". Lo sottolinea da Bari il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. "L'Italia dei valori è stata tra i partiti che più si è impegnato per raccogliere un milione e duecentomila firme per permettere i cittadini di scegliere, con una legge elettorale, chi governerà, con quale coalizione, e per realizzare quale programma".

"Chi pensa che con questa riforma elettorale si arrivi al Monti-bis è da ricovero. Ci sarebbe la palude e l'ingovernabilità. Lo tsunami, non per il Pd, ma per l'Italia". Pier Luigi Bersani stronca così l'ipotesi di riforma della legge elettorale. "Se non si garantisce la governabilità, noi ci metteremo di traverso. Dietro questa riforma c'é una logica furba del 'muoia Sansone con tutti i filistei', ma io sono fiducioso che si possa migliorare". Il leader del Partito democratico annuncia le barricate del suo partito se la riforma elettorale in discussione non prevederà un premio al primo partito. 

 

"Non penseranno mica che mi metto a fare un governo con Berlusconi e Fini? - sbotta il segretario del Pd - Al di là di quanto sia alta la soglia il punto è se si vuole consentire a chi arriva primo di avere un ragionevole premio che non può essere sotto il 10%". Bersani sostiene la necessità di un premio che certo "non garantisce la maggioranza assoluta ma indica l'azionista di riferimento in grado di dire chi governa". "Casini morirà di tattica. Io spero che metta la barra dritta a un certo punto e decida dove andare", aggiunge Bersani, a un incontro promosso da Left, criticando la mancanza di chiarezza della linea politica del leader Udc. "Bisogna mettere le carte in tavola con serietà sulla legge elettorale. Questa mattina ho letto che Grillo e Bersani contestano questa riforma", dice il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini arrivando ad una iniziativa a Roma. "Lo dicano chiaramente - aggiunge - se vogliono tenere il Porcellum non devono avere paura di dirlo. Lo dicano in Parlamento e mi spieghino che è giusto che chi ha il 30% prenda il 55% dei seggi. Io ritengo che mettere una soglia, come peraltro ha richiesto la Corte Costituzionale, sia il minimo che si possa fare, perché un conto è premio del 7/8% un conto è il 25%. Quando Berlusconi e Prodi hanno vinto ed hanno raggiunto quasi il 50%, hanno preso il 6/7% di premio. Oggi questo non è più possibile per nessuno. Bisogna avere serietà - conclude Casini - le sceneggiate lasciano il tempo che trovano e dimostrano solo che c'é un tasso di strumentalità preoccupante: il Pd è una forza seria, si comporti da forza seria". "Le dichiarazioni del presidente del Senato sono francamente incredibili", afferma Nichi Vendola, prendendo parte ad incontro a Pistoia in vista delle primarie.

 "L'idea che la legge elettorale debba essere modificata per impedire a qualcuno di vincere, l'idea che la preoccupazione non riguardi, per esempio, quel 54 per cento di astenuti nelle ultime elezioni siciliane, ma che appunto si tratti di ipotecare il futuro politico del Paese, credo che questo sia francamente inaccettabile e insopportabile, spero che si faccia saltare il tavolo per aria". "Noi crediamo che in un Paese democratico e civile, il giorno dopo delle elezioni debba andare al governo e realizzare il programma quella maggioranza che è stata eletta in Parlamento dai cittadini". Lo sottolinea da Bari il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. "L'Italia dei valori è stata tra i partiti che più si è impegnato per raccogliere un milione e duecentomila firme per permettere i cittadini di scegliere, con una legge elettorale, chi governerà, con quale coalizione, e per realizzare quale programma".

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