Giovedì, 29 Ottobre 2020
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con i ribelli

giovanni favia, m5s, movimento 5 stelle, ribelli, riunione, Sicilia, Archivio, Cronaca
Giovanni Favia

 Fare il punto. Discutere strade 'nuove' cercando, da un lato, di non alzare troppo il livello dello scontro interno; dall'altro, di manifestare in maniera attiva l'insofferenza di chi - impegnato sul territorio da anni - mal sopporta certe ingerenze centralistiche del leader. Ecco la domenica degli attivisti del Movimento 5 Stelle dell'Emilia-Romagna che si sono dati appuntamento in una sala di quartiere nella prima periferia di Bologna per parlare del loro futuro tra democrazia diretta, modalità di partecipazioni alle prossime elezioni politiche, modo di costruzione del programma. 
A convocarla - come avevano spiegato in una nota qualche giorno fa - non era stata nessuna "figura in particolare" anche se dando uno sguardo alla sala, chiusa 'fisicamente' ai giornalisti ma di fatto aperta a tutti in streaming, era facile notare i volti di uno degli 'epurati' simbolo del Movimento in Emilia-Romagna e non solo: Valentino Tavolazzi, consigliere della lista civica 'Progetto per Ferrara', fatto fuori (ovvero, privato dell'utilizzo del simbolo registrato dei 5 stelle) con un post sul blog nel marzo scorso. Sulla sua partecipazione all'incontro è stata svolta un'apposita votazione online e il sì alla sua presenza ha superato l'80%. Segno ulteriore di come gran parte della base, in questa regione, metta in discussione le ingerenze del duo Grillo-Casaleggio. 
La settimana scorsa era toccato al consigliere regionale Giovanni Favia, raccogliere a Piacenza il 'reale' apprezzamento degli attivisti, nel primo degli incontri semestrali con i quali gli eletti chiedono la riconferma: per lui 78 voti a favori e 3 contrari. Favia era atteso anche all'incontro di oggi a Bologna. Ma non si è presentato, forse proprio per non alimentare ulteriori polemiche dopo il caso Salsi. Sullo sfondo dell'incontro di oggi, un rumor circa un nuovo affondo contro un eletto anticipato dal quotidiano Pubblico: il bersaglio sarebbe la consigliera comunale di Forlì Raffaella Perini. "Ma finché non c'é il ps (il post scriptum con cui sul blog beppegrillo.it sono stati in passato censurati altri eletti ndr) non è ufficiale, fin qui è stato così", ha detto un attivista a margine dell'incontro.
 Tra i presenti, sono stati in pochi a nascondere che un caso Emilia-Romagna esiste. Qui si vedono alcuni dei limiti delle regole date, ad esempio, per la candidabilità (possibile solo per i non eletti a precedenti elezioni). Ma le regole non sono state ufficialmente contestate. Tra le proposte che verranno inviate al vaglio della rete, anche la scelta di dar vita a una piattaforma regionale online per la democrazia diretta. Una piattaforma di fatto gestita in modo autonomo "Non nascondiamoci - hanno detto durante l'incontro - quella di un server nostro è una scelta politica". Qualche commento anche per i colleghi rigidamente 'fedeli alla linea', "c'é anche chi si fa mettere i piedi in testa - ha spiegato un partecipante a margine dell'incontro - che ne so, avranno paura di perdere la poltrona". 
Beppe Grillo intanto, sul su blog, rispondeva agli attacchi per la sua frase "maschilista" contro Federica Salsi ("i talk show sono il vostro punto g"): il leader del movimento ha rivendicato il diritto di esprimersi con un linguaggio non conformista e ha bollato i critici come "neopuritani". 

 Fare il punto. Discutere strade 'nuove' cercando, da un lato, di non alzare troppo il livello dello scontro interno; dall'altro, di manifestare in maniera attiva l'insofferenza di chi - impegnato sul territorio da anni - mal sopporta certe ingerenze centralistiche del leader. Ecco la domenica degli attivisti del Movimento 5 Stelle dell'Emilia-Romagna che si sono dati appuntamento in una sala di quartiere nella prima periferia di Bologna per parlare del loro futuro tra democrazia diretta, modalità di partecipazioni alle prossime elezioni politiche, modo di costruzione del programma. 

A convocarla - come avevano spiegato in una nota qualche giorno fa - non era stata nessuna "figura in particolare" anche se dando uno sguardo alla sala, chiusa 'fisicamente' ai giornalisti ma di fatto aperta a tutti in streaming, era facile notare i volti di uno degli 'epurati' simbolo del Movimento in Emilia-Romagna e non solo: Valentino Tavolazzi, consigliere della lista civica 'Progetto per Ferrara', fatto fuori (ovvero, privato dell'utilizzo del simbolo registrato dei 5 stelle) con un post sul blog nel marzo scorso. Sulla sua partecipazione all'incontro è stata svolta un'apposita votazione online e il sì alla sua presenza ha superato l'80%. Segno ulteriore di come gran parte della base, in questa regione, metta in discussione le ingerenze del duo Grillo-Casaleggio. 

La settimana scorsa era toccato al consigliere regionale Giovanni Favia, raccogliere a Piacenza il 'reale' apprezzamento degli attivisti, nel primo degli incontri semestrali con i quali gli eletti chiedono la riconferma: per lui 78 voti a favori e 3 contrari. Favia era atteso anche all'incontro di oggi a Bologna. Ma non si è presentato, forse proprio per non alimentare ulteriori polemiche dopo il caso Salsi. Sullo sfondo dell'incontro di oggi, un rumor circa un nuovo affondo contro un eletto anticipato dal quotidiano Pubblico: il bersaglio sarebbe la consigliera comunale di Forlì Raffaella Perini. "Ma finché non c'é il ps (il post scriptum con cui sul blog beppegrillo.it sono stati in passato censurati altri eletti ndr) non è ufficiale, fin qui è stato così", ha detto un attivista a margine dell'incontro.

 Tra i presenti, sono stati in pochi a nascondere che un caso Emilia-Romagna esiste. Qui si vedono alcuni dei limiti delle regole date, ad esempio, per la candidabilità (possibile solo per i non eletti a precedenti elezioni). Ma le regole non sono state ufficialmente contestate. Tra le proposte che verranno inviate al vaglio della rete, anche la scelta di dar vita a una piattaforma regionale online per la democrazia diretta. Una piattaforma di fatto gestita in modo autonomo "Non nascondiamoci - hanno detto durante l'incontro - quella di un server nostro è una scelta politica". Qualche commento anche per i colleghi rigidamente 'fedeli alla linea', "c'é anche chi si fa mettere i piedi in testa - ha spiegato un partecipante a margine dell'incontro - che ne so, avranno paura di perdere la poltrona". 

Beppe Grillo intanto, sul su blog, rispondeva agli attacchi per la sua frase "maschilista" contro Federica Salsi ("i talk show sono il vostro punto g"): il leader del movimento ha rivendicato il diritto di esprimersi con un linguaggio non conformista e ha bollato i critici come "neopuritani". 

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