Venerdì, 30 Ottobre 2020
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MALTEMPO

Salgono a cinque
le vittime in Maremma

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Il cadavere di un uomo è stato trovato nei pressi del lago di Burano a Capalbio. Secondo quanto riferito dal sindaco, Luigi Bellumori, si tratta di un 35enne romeno che viveva vicino Capalbio Scalo. L'uomo, la 5/a vittima dell'alluvione in Maremma, sarebbe stato travolto dall'ondata di piena di un canale e trascinato nella laguna salmastra.
 Il sindaco ha anche spiegato che l'uomo faceva il bracciante agricolo nella zona e che era arrivato in Italia insieme al fratello di un cognato. Secondo quanto appreso sarebbe tornato pochi giorni fa dalla Romania, sembra per riscuotere una indennità di disoccupazione. I carabinieri, tuttavia, stanno compiendo accertamenti per ricostruire l'accaduto e in particolare per verificare se la morte dell'uomo sia realmente collegabile all'alluvione e se possano esserci altre cause. Sul cadavere non ci sarebbero segni di violenza. A trovare il corpo, nel tardo pomeriggio di oggi, è stato un addetto della società che gestisce la pesca nel lago di Burano. "Ero al telefono con il presidente della Regione Enrico Rossi che si trovava a Roma per incontrare il premier Monti, quando ho saputo del ritrovamento del corpo", ha raccontato il sindaco di Capalbio, che si è detto "profondamente colpito da questa seconda morte a Capalbio", dopo quella di Giovanni Serrati, l'anziano travolto dalla piena nella sua auto, il primo morto nell'alluvione in Maremma. Gli altri tre deceduti sono i dipendenti dell'Enel morti nella voragine apertasi sul ponte della MarsilianaIl cadavere di un uomo è stato trovato nei pressi del lago di Burano a Capalbio. Secondo quanto riferito dal sindaco, Luigi Bellumori, si tratta di un 35enne romeno che viveva vicino Capalbio Scalo. L'uomo, la 5/a vittima dell'alluvione in Maremma, sarebbe stato travolto dall'ondata di piena di un canale e trascinato nella laguna salmastra.

Il sindaco ha anche spiegato che l'uomo faceva il bracciante agricolo nella zona e che era arrivato in Italia insieme al fratello di un cognato. Secondo quanto appreso sarebbe tornato pochi giorni fa dalla Romania, sembra per riscuotere una indennità di disoccupazione. I carabinieri, tuttavia, stanno compiendo accertamenti per ricostruire l'accaduto e in particolare per verificare se la morte dell'uomo sia realmente collegabile all'alluvione e se possano esserci altre cause. Sul cadavere non ci sarebbero segni di violenza. A trovare il corpo, nel tardo pomeriggio di oggi, è stato un addetto della società che gestisce la pesca nel lago di Burano. "Ero al telefono con il presidente della Regione Enrico Rossi che si trovava a Roma per incontrare il premier Monti, quando ho saputo del ritrovamento del corpo", ha raccontato il sindaco di Capalbio, che si è detto "profondamente colpito da questa seconda morte a Capalbio", dopo quella di Giovanni Serrati, l'anziano travolto dalla piena nella sua auto, il primo morto nell'alluvione in Maremma. Gli altri tre deceduti sono i dipendenti dell'Enel morti nella voragine apertasi sul ponte della Marsiliana.

Intanto, non si arresta l'emergenza nel grossetano, l'area più colpita dalle esondazioni dei giorni scorsi. E' crollata stamani una parte del ponte sul torrente Stellata, nel comune di Manciano, che garantisce il collegamento con Pitigliano. La circolazione è stata interrotta. Si sono salvati per miracolo una mamma di 30 anni e il figlio di 7 mesi: una delle due ruote posteriori dell'auto, che la donna stava guidando, è rimasta incastrata nella voragine che si è aperta sul ponte. L'auto è riuscita a passare grazie all'inerzia della velocità. Madre e figlio stanno bene. Chiuso definitivamente il ponte per il rischio di un crollo totale della struttura. Il presidente della Provincia di Grosseto stima danni infrastrutturali per 225 milioni di euro.

E, a tre giorni dall'alluvione, l'attenzione delle squadre di soccorso resta alta soprattutto nelle campagne intorno a ad Albinia, il paese che è stato travolto dall'esondazione del fiume Albegna nelle prime ore di lunedì. I soccorritori visiteranno palmo a palmo tutti i 200 poderi della zona che sono stati inondati da oltre un metro d'acqua. Si è appreso che una donna di 69 anni di Faenza è ricoverata da martedì scorso nel reparto di rianimazione all'ospedale di Grosseto per aver ingerito acqua e fango. Qui si trova anche la 73enne salvata a Orbetello. Entrambe sono in gravi condizioni.

Dopo le alluvioni del Centro-Nord, emergenza temporali al Sud
. La Protezione civile ha emesso un'allerta meteo che riguarda, in particolare, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. Precipitazioni, anche di forte intensità, associate a frequente attività elettrica e raffiche di vento, hanno così interessato soprattutto i settori jonici delle quattro regioni. Non ci sono stati, comunque, particolari disagi. A portare il maltempo una vasta depressione di origine nord-africana che si é spostata sull'area ionica. Anche domani (16 novembre) le piogge insisteranno su Sicilia, Basilicata, Puglia e, soprattutto, sui settori jonici della Calabria. Molto mosso il mare.

NAPOLITANO, IMPEGNO ANCORA PIU' FORTE -
"Abbiamo bisogno di un impegno ancora più forte. Non ci siamo nella comprensione del problema e nella sua risoluzione". Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano riferendosi all'emergenza alluvioni. "Quello che stiamo vivendo con le alluvioni ci allarma".

ALEMANNO, RECORD LIVELLO TEVERE ULTIMI 50 ANNI - "Il Tevere sta scendendo e scenderà sempre più rapidamente nel pomeriggio. Questa notte, con 13,49 metri, abbiamo avuto il livello più alto degli ultimi 50 anni. Alle 10 il livello era di 13,17". Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. "La Protezione civile - ha continuato - ha retto bene, anche se permane una debolezza strutturale alla confluenza dell'Aniene sul Tevere. Una debolezza purtroppo non risolvibile se non con opere idrauliche importanti, superiori alla capacità di intervento del Comune".

E' arrivata l'onda di piena del Tevere e questo ha causato allagamenti a Roma in via dei Prati Fiscali, via Salaria e via di Tor di Quinto. Alcuni canali hanno avuto dei rigurgiti causando fuoriuscite di acqua. Il Tevere ha superato i dodici metri. I tecnici della Protezione civile regionale stanno valutando la situazione. Il passaggio della piena - informa una nota della Regione Lazio- "sarà graduale con una durata anche di diversi giorni, ma in condizioni di sicurezza a Roma garantita dai muraglioni". A seguito di una riunione presso la sala operativa della Protezione civile della Regione Lazio è stata istituita un'unità di crisi per gestire "eventuali criticità nelle zone più depresse a ridosso del Tevere" dove ci sono presidi della Protezione civile, dei vigili del fuoco e dei vigili urbani. Monitorate anche le zone della foce del Tevere all'Idroscalo di Ostia e al passo della Sentinella a Fiumicino. Le operazioni di intervento e monitoraggio sono effettuate in costante contatto con il Dipartimento nazionale della Protezione civile. E' inoltre ancora in atto l'attività di supporto avviata nei giorni scorsi durante la forte ondata maltempo che ha colpito i territori dell'Alto Lazio e della Tuscia.

 

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