Domenica, 25 Ottobre 2020
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STUDENTI E COBAS

La capitale "blindata"
per tre cortei

Capitale blindata per i tre cortei e due sit-in in programma oggi a Roma. Ad essere 'sorvegliato speciale' è soprattutto il corteo degli studenti, che è partito verso le 10 da Piramide per cercare di raggiungere il centro della città. L'obiettivo delle forze dell'ordine è scongiurare il rischio di disordini, come quelli avvenuti il 14 novembre scorso, e tutelare i palazzi delle istituzioni. Le aree intorno a Montecitorio, Palazzo Chigi e Palazzo Madama sono blindati e ritenuti 'inviolabili': nelle strade, a presidiare il centro della città, sono previsti un migliaio di uomini, tra polizia e carabinieri. Sempre intorno alle 10, i sindacati dei Cobas si sono messi in marcia da piazza della Repubblica verso Santissimi Apostoli, mentre a piazza Farnese è previsto il sit-in della Cgil. Nel pomeriggio, nel quartiere Prati, sfilerà Casapound e contemporaneamente si svolgerà un contro sit-in antifascista.
"Contro crisi e austerità riprendiamoci la vita". Dietro questo striscione migliaia di studenti sono partiti a Roma da piazza della Piramide. I manifestanti, soprattutto studenti delle scuole superiori ma anche alcuni precari, vogliono raggiungere piazza Venezia. In testa alla manifestazione gli studenti sfilano anche con i 'book block', gli scudi di gomma piuma con i titoli dei classici della letteratura.
Sventolano bandiere della Palestina in testa al corteo degli studenti a Roma. A guidare la manifestazione, che sta attraversando il quartiere Testaccio, c'é un furgoncino verde militare sul quale sono esposti ironicamente caschi e scolapasta, alcuni dei quali sono anche indossati dai manifestanti per protestare "contro le dichiarazione del prefetto, per il quale chi indossa il casco è punibile". Tra i cartelli esposti ce ne è uno che recita in romanesco "semo venuti già menati", in riferimento agli scontri al corteo dello scorso 14 novembre sul Lungotevere.
STUDENTI, CASCHI PER DIFENDERCI E 'STUDI'  - Caschi "ma solo per difenderci" e "studi", cioé scudi di gommapiuma con sopra scritti nomi di libri celebri. Cosi gli studenti universitari e medi si sono radunati a piazzale Ostiense, a Roma, in attesa della partenza del corteo senza preavviso, e dunque non autorizzato, che dovrebbe raggiungere il centro di Roma. Gli studenti dovrebbero sfilare lungo viale Aventino e Lungotevere. Proprio sul Lungotevere lo scorso 14 novembre si sono verificati violenti scontri e cariche.
PROF, IN PIAZZA CON NOSTRI FIGLI E STUDENTI  - "Io ho due figli, di 15 e 17 anni che stanno protestando anche nelle loro scuole. Mi sembra doveroso essere in piazza anche per loro, per unire la lotta degli studenti, dei precari e dei professori, per la scuola pubblica". Così Patrizia, una prof di lettere di Padova, dal corteo dei Cobas, spiega la sua presenza in piazza. "I sindacati che hanno firmato l'accordo col governo - prosegue la prof padovana - ci hanno svenduto per un piatto di lenticchie". "Sono qui perché da anni che difendo la scuola pubblica - le fa eco Annamaria, un'altra manifestante che insegna in un istituto comprensivo di Roma - contro la riduzione dell'organico, contro l'orario spezzatino, per i miei studenti e per difendere la scuola che deve formarli come cittadini. Dietro questo disegno del governo sembra ci sia la volontà di portare le nuove generazioni verso l'ignoranza". Al megafono un'altra manifestante spiega: "con la spending review i docenti inidonei saranno obbligati a ricoprire il ruolo di Ata, 3500 docenti dequalificati per una questione di spesa, quando hanno trovato il soldi per tutti. E' una cosa che fa soffrire".

Capitale blindata per i tre cortei e due sit-in in programma oggi a Roma. Ad essere 'sorvegliato speciale' è soprattutto il corteo degli studenti, che è partito verso le 10 da Piramide per cercare di raggiungere il centro della città. L'obiettivo delle forze dell'ordine è scongiurare il rischio di disordini, come quelli avvenuti il 14 novembre scorso, e tutelare i palazzi delle istituzioni. Le aree intorno a Montecitorio, Palazzo Chigi e Palazzo Madama sono blindati e ritenuti 'inviolabili': nelle strade, a presidiare il centro della città, sono previsti un migliaio di uomini, tra polizia e carabinieri. Sempre intorno alle 10, i sindacati dei Cobas si sono messi in marcia da piazza della Repubblica verso Santissimi Apostoli, mentre a piazza Farnese è previsto il sit-in della Cgil. Nel pomeriggio, nel quartiere Prati, sfilerà Casapound e contemporaneamente si svolgerà un contro sit-in antifascista.

"Contro crisi e austerità riprendiamoci la vita". Dietro questo striscione migliaia di studenti sono partiti a Roma da piazza della Piramide. I manifestanti, soprattutto studenti delle scuole superiori ma anche alcuni precari, vogliono raggiungere piazza Venezia. In testa alla manifestazione gli studenti sfilano anche con i 'book block', gli scudi di gomma piuma con i titoli dei classici della letteratura.

Sventolano bandiere della Palestina in testa al corteo degli studenti a Roma. A guidare la manifestazione, che sta attraversando il quartiere Testaccio, c'é un furgoncino verde militare sul quale sono esposti ironicamente caschi e scolapasta, alcuni dei quali sono anche indossati dai manifestanti per protestare "contro le dichiarazione del prefetto, per il quale chi indossa il casco è punibile". Tra i cartelli esposti ce ne è uno che recita in romanesco "semo venuti già menati", in riferimento agli scontri al corteo dello scorso 14 novembre sul Lungotevere.

STUDENTI, CASCHI PER DIFENDERCI E 'STUDI'  - Caschi "ma solo per difenderci" e "studi", cioé scudi di gommapiuma con sopra scritti nomi di libri celebri. Cosi gli studenti universitari e medi si sono radunati a piazzale Ostiense, a Roma, in attesa della partenza del corteo senza preavviso, e dunque non autorizzato, che dovrebbe raggiungere il centro di Roma. Gli studenti dovrebbero sfilare lungo viale Aventino e Lungotevere. Proprio sul Lungotevere lo scorso 14 novembre si sono verificati violenti scontri e cariche.

PROF, IN PIAZZA CON NOSTRI FIGLI E STUDENTI  - "Io ho due figli, di 15 e 17 anni che stanno protestando anche nelle loro scuole. Mi sembra doveroso essere in piazza anche per loro, per unire la lotta degli studenti, dei precari e dei professori, per la scuola pubblica". Così Patrizia, una prof di lettere di Padova, dal corteo dei Cobas, spiega la sua presenza in piazza. "I sindacati che hanno firmato l'accordo col governo - prosegue la prof padovana - ci hanno svenduto per un piatto di lenticchie". "Sono qui perché da anni che difendo la scuola pubblica - le fa eco Annamaria, un'altra manifestante che insegna in un istituto comprensivo di Roma - contro la riduzione dell'organico, contro l'orario spezzatino, per i miei studenti e per difendere la scuola che deve formarli come cittadini. Dietro questo disegno del governo sembra ci sia la volontà di portare le nuove generazioni verso l'ignoranza". Al megafono un'altra manifestante spiega: "con la spending review i docenti inidonei saranno obbligati a ricoprire il ruolo di Ata, 3500 docenti dequalificati per una questione di spesa, quando hanno trovato il soldi per tutti. E' una cosa che fa soffrire".

 

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