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TARANTO

Ok al decreto
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Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge Salva-Ilva. Il provvedimento "stabilisce che la società  abbia la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validità dell'AIA". 

Previsto il "Garante della vigilanza sull'attuazione degli adempimenti ambientali e di tutte le altre disposizioni del decreto, che sarà nominato con un successivo provvedimento".Il Garante "potrà proporre le misure idonee,tra le quali anche provvedimenti di amministrazione straordinaria"in caso di criticità. "Il garante - ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricala' - deve essere persona di indiscussa indipendenza, competenza ed esperienza e sarà proposto dal ministro dell'Ambiente, dal ministro dell'Attività Produttive, e della Salute e sarà nominato dal presidente della Repubblica".

"Qualora non venga rispettato il piano di investimenti necessari alle operazioni di risanamento, il decreto introduce un meccanismo sanzionatorio che si aggiunge al sistema di controllo già previsto dall'AIA".

Qualcuno l'ha chiamato "decreto salva-Ilva" ma io parlerei di decreto "salva ambiente, salute e lavoro". Così il premier Mario Monti, illustrando il decreto. "Questo caso  - ha aggiunto - è la plastica dimostrazione per il passato degli errori reiterati nel tempo e delle incoerenze di molte realtà, sia imprenditoriali che pubblico-amministrative, che si sono sottratte, nel corso del tempo, alla regola della responsabilità, dell'applicazione e del rispetto della legge". "Abbiamo - ha proseguito - una creatura blindata dal punto di vista della sua effettiva applicazione".

"Abbiamo introdotto interventi possibili sulla proprietà stessa che potrebbero togliere enorme valore a quella proprietà: se non fa quello che la legge prevede, vede il suo valore" scendere "fino al punto di perderne il controllo di fronte a comportamenti non coerenti". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera.

In caso di inadempienze per l'Ilva "restano tutte le sanzioni già previste e in più introdotta la possibilità di una sanzione sino al 10% del fatturato annuo dello stabilimento". "E' una condizione di garanzia". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini.

Il gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco ha respinto una ulteriore istanza di dissequestro degli impianti dell'area a caldo dell'Ilva presentata dall'azienda. Gli impianti sono sotto sequestro dal 26 luglio scorso.

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