Martedì, 24 Novembre 2020
stampa
Dimensione testo

Archivio

Home Archivio Appalti, cartello tra 161 aziende, 3 arresti e 31 indagati
AGRIGENTO

Appalti, cartello tra
161 aziende, 3 arresti
e 31 indagati

appalti, Sicilia, Archivio
procura agrigento

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata dalla Guardia di finanza di Agrigento all'imprenditore Nicolò Costanza, legale rappresentante e amministratore unico della Gng srl. I due provvedimenti restrittivi agli arresti domiciliari a Michelangelo Palumbo, che avrebbe 'collaborato' con l'imprenditore, e al direttore dei lavori, Giacomo Sorce. Al centro dell'inchiesta c'é la presunta turbativa della gara aggiudicata nel 2008 dal Comune di Favara per lavori di consolidamento e riqualificazione degli orti urbani nell'ambito del contratto di quartiere II Ortus. Secondo la Procura di Agrigento, le ditte partecipanti avrebbero presentato lo stesso ribasso, così l'appalto è stato sorteggiato tra tutte le imprese, ma, è la tesi dell'accusa, in realtà i lavori sarebbero stati realmente eseguiti anche dalla Gng che ufficialmente era tra quelle escluse, con la "simulazione di un nodo a fredddo e di un contratto di collaborazione fra l'Ati e Costanza in modo da dissimulare la effettiva gestione dell'appalto da parte della Gng". Accertamenti sono stati eseguiti dalla Procura di Agrigento anche sul Project financing per la "progettazione, costruzione e gestione di impianti di dissalazione di acque marine per uso potabile, uno nell'isola di Lampedusa ed uno nell'isola di Linosa" e su sub appalti che sarebbero stati concessi per lavori di manutenzione a alloggi dell'Iacp di Agrigento e di riqualificazione urbana in piazza San Giovanni a Bivona. Tra i destinatari dell'avviso di conclusione indagine ci sono imprenditori, dipendenti di imprese che avrebbero dichiarato il falso sulla loro assunzione, durante controlli delle Fiamme gialle, e pubblici ufficiali preposti al pubblico incanto. (ANSA).

Il meccanismo utilizzato, secondo la Procura di Agrigento, era quello del ribasso concordato, che sarebbe stato uguale per tutte le ditte partecipanti: del 7,3152%. L'episodio contestato é antecedente al 2011, prima dell'entrata in vigore di una legge della Regione siciliana, che ha recepito la norma nazione del 'codice degli appalti'. Nell'ambito della stessa inchiesta, la Procura, con un provvedimento firmato dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Giacomo Forte, ha emesso avviso di conclusione indagini per complessivi 34 indagati. La Finanza ha eseguito anche il sequestro preventivo di quote di una società.

© Riproduzione riservata

TAG:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook