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CASO CANCELLIERI

Renzi all'attacco
" La ministro lasci"

renzi su cancellieri, Sicilia, Archivio, Cronaca
MATTEO RENZI

In attesa dell'assemblea dei gruppi Pd, che stasera decideranno sul voto alla mozione di sfiducia del M5s al ministro della Giustizia Cancellieri, Matteo Renzi in pressing perché la guardasigilli lasci l'incarico 'indipendentemente dall'avviso di garanzia', dice. Diversamente, aggiunge, 'qualsiasi posizione sulla riforma della giustizia sconterebbe la diffidenza di molti italiani'. E spiega la sua posizione: 'Se cambia il ministro della Giustizia il Governo Letta è più forte, non più debole'. Leader Lega Maroni: ministro incompatibile, sì alla sfiducia.

L'assemblea del gruppo del Pd è posticipata alle 21 per consentire al presidente Letta, ora in Sardegna, di partecipare. Lo si apprende da fonti parlamentari del Pd.

''Voteremo la sfiducia, perché le novità che sono emerse rendono incompatibile, secondo noi, il proseguimento dell'attività di ministro''. Lo ha detto il leader della Lega, Roberto Maroni, interpellato sul caso di Annamaria Cancellieri. ''Mi auguravo - ha aggiunto - che il suo senso delle istituzioni le consigliasse di dimettersi''.

''Sarebbe più logico fare come in tutti i Paesi civili, dimettersi prima del voto di sfiducia''. Lo ha ribadito Matteo Renzi, sindaco di Firenze e candidato alla segreteria del Pd, sulla vicenda del ministro Cancellieri. ''Se fossi in Parlamento chiederei al mio gruppo di votare per le dimissioni'', ha spiegato a Radio Capital, affermando che Cancellieri ''non si deve dimettere perché ha ricevuto o no un avviso di garanzia'', ma perché ''ha perduto l'autorevolezza necessaria a esercitare la funzione di ministro''. ''Se cambia il ministro della Giustizia il Governo Letta è più forte, non più debole'': ha scritto nella sua enews Renzi. ''Se Cancellieri non si dimette - ha aggiunto Renzi - , il gruppo del Pd si riunirà. Spero che nel gruppo si voti, in modo palese, con ciascun parlamentare che esprime la sua opinione spiegandola ai colleghi e agli elettori. Abbiamo molti parlamentari capaci: sono certo che non avranno paura delle loro idee''. Dopodiché, scrive il sindaco di Firenze, ''siccome siamo un partito e non un'accozzaglia di gente, tutto il gruppo vota secondo le indicazioni della maggioranza. Se fossi segretario chiederei di partecipare alla discussione. Non lo sono, almeno per il momento e non sono parlamentare: dunque non ho titolo per esserci.

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