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OLLI REHN

"L'Italia in ritardo
sulla riduzione del debito"

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Sul ''deficit, l'Italia è in linea, anche se di poco, con il criterio del tre per cento e questo ha consentito al Paese di uscire dalla procedura per deficit eccessivo che è importante per la sua credibilità sui mercati finanziari. Inoltre l'Italia deve rispettare un certo ritmo di riduzione del debito, e non lo sta rispettando''. 

Così il commissario Ue per gli affari economici e monetari e vicepresidente della Commissione europea, Olli Rehn, in un'intervista a Repubblica. Per centrare gli obiettivi ''lo sforzo di aggiustamento strutturale - spiega - avrebbe dovuto essere pari a mezzo punto del Pil, e invece è solo dello 0,1 per cento. Ed è per questo motivo che l'Italia non ha margini di manovra e non potrà invocare la clausola di flessibilità per gli investimenti''. Rehn evidenzia di avere ''preso nota delle buone intenzioni del governo italiano su privatizzazioni e spending review. Ma lo scetticismo è un valore profondamente europeo. E io ho il preciso dovere di restare scettico, fino a prova del contrario. In particolare per quanto riguarda i proventi delle privatizzazioni e i loro effetti sul bilancio del 2014''. A riguardo sottolinea: ''Le nostre previsioni di febbraio saranno un appuntamento molto importante per l'Italia. Se il governo per quella data ci fornirà risultati concreti e soddisfacenti, ne terremo conto per calcolare i possibili effetti sui margini di manovra a disposizione del Paese''. Tornando ai momenti peggiori della crisi il commissario Ue confessa: ''Se io facessi incubi, rivivrei l'angoscia del periodo tra agosto e novembre del 2011, quando l'Italia era al centro della tempesta sui mercati finanziari''.

Asia contrastata, Tokyo +0,6% con miniyen  - Seduta contrastata per le Borse di Asia e Pacifico. Bene Tokyo (+0,6%) e Shanghai (+0,69%), ancora aperta al pari di Hong Kong (-0,44%) e Mumbai (-0,15%). Negative Sidney (-0,44%), Seul (-1,05%) e Taiwan (-0,26%). I listini orientali hanno scontato l'indebolimento delle valute locali, che ha favorito invece Tokyo, dovuto ai timori che la ripresa economica Usa possa anticipare la fine della politica di stimolo della Fed. Futures europei in calo, bene invece quelli Usa, in attesa di dati macro. In particolare da Bruxelles è in arrivo il dato sull'inflazione Ue in ottobre, mentre da New York è in arrivo l'indice Ism sulla fiducia dei manager Usa addetti agli acquisti, insieme all'indice Ibd/Tipp sull'ottimismo economico americano. Bene a Tokyo i grandi esportatori come Fujifilm (+3,03%), Fujitsu (+2,74%), Panasonic (+1,72%) e Mazda Motor (+1,66%). Bene ad Hong Kong Sands China (+3,11%) ed Hutchison Whampoa (+2%), difficoltà invece a Sidney per gli estrattivo-minerari Silver Lake (-17,39%), Evolution (-14,29%) e Resolute (-12,26%).

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