Venerdì, 03 Febbraio 2023
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EOLIE

Ruderi d'oro,
2 in manette

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della DDA di Messina,  Maria Pellegrino,  sono durate oltre tre anni ed hanno consentito d’individuare 10 persone appartenenti ad un sodalizio criminale che – avvalendosi della complicità di alcuni professionisti - erano riusciti ad appropriarsi di numerosi beni immobili, appartenenti a cittadini eoliani emigrati in Australia negli anni 50-60, per motivi di lavoro. Una volta tornati nell’arcipelago però  non hanno più ritrovato le loro case ed i loro terreni che erano stati acquisiti da altri.

Per attuare il proprio disegno criminoso, gli indagati - utilizzando illecitamente le procure che gli emigrati gli avevano conferito e approfittando illecitamente dell’istituto dell’usucapione o di altre procedure di successione false – erano riusciti ad acquisire immobili a Filicudi, Alicudi e Salina.

La seconda fase del disegno criminoso prevedeva la cessione dei beni ad acquirenti del tutto ignari della truffa che era stata ordita ai danni degli emigrati. I malviventi intascavano poi i proventi delle illecite cessioni di immobili.

Affari a buon mercato che nel complesso hanno consentito all’organizzazione d’incassare ingenti somme di denaro anche in considerazione dell’elevato valore commerciale dei ruderi nelle Isole Eolie.

L’operazione, che  ha portato all’arresto di 2 persone  per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed al sequestro di 13 immobili, si è sviluppata nelle Province di Messina e Roma. 

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