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Letta e Confindustria
botta e risposta

letta confindustria, Sicilia, Archivio, Cronaca

"Ho la responsabilità di tenere la barca Italia in equilibrio e voglio che ci siano strumenti per la crescita senza sfasciare i conti", così Enrico Letta al suo arrivo al vertice Ue rispondendo alle critiche di Confindustria. "Confindustria dovrebbe sapere che tenere i conti a posto vuol dire far calare gli spread, come oggi che abbiamo raggiunto il punto più basso in due anni e mezzo", ha spiegato il premier.

"La posta in gioco nelle elezioni Ue sta nel segnare un chiaro spartiacque tra una legislatura dominata dei temi del rigore e la prossima che dovrà necessariamente dare maggiore enfasi" alla crescita e all'occupazione. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parlando oggi alla Farnesina. Dobbiamo "reagire al crescente tecnicismo del dibattito europeo", poiché "quel tecnicismo esasperato è una delle cause della estraneazione dei cittadini dal dibattito europeo, offrendone un'immagine riduttiva e asfittica". Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo alla X Conferenza degli ambasciatori. "La riduzione della spesa pubblica è una necessità oggi non contestabile né differibile".

"In questo momento non si può dire che la recessione è finita e che c'è la ripresa. Vediamo cosa succede nei prossimi mesi". Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: "Io vedo molto ottimismo" ma l'arresto della caduta del Pil in un trimestre non si può interpretare come "un segnale di decisa ripartenza o di fine della recessione". "Io vedo molto ottimismo, ma attenzione - dice Squinzi parlando a margine del convegno del Csc - perché noi abbiamo perso 9,1 punti di Pil dal 2007 ad oggi. Il fatto che per un trimestre la discesa si è arrestata significa che abbiamo toccato il fondo, però non lo potrei interpretare, con tutta la buona volontà, come un segnale di decisa ripartenza o di fine della recessione". La ripresa, prosegue, "dobbiamo conquistarla come Paese, facendo le riforme e le cose giuste che Confindustria sta chiedendo da tempo", altrimenti "credo che agganceremo la ripresa internazionale ma in maniera estremamente modesta".

"Sicuramente è una proposta che va nella direzione giusta": così il presidente di Confindustria risponde alla domanda sull'abolizione dell'art.18 per i neoassunti proposta dal segretario Pd Renzi. Anche se, aggiunge, "non è sufficiente perché per assumere bisogna prima creare le condizioni per avere più lavoro". "Solo così", creando cioè le condizioni per "avere più lavoro", afferma Squinzi, a margine del convegno del Centro studi di Confindustria, "si possono fare assunzioni, altrimenti rimane un provvedimento sulla carta".

"Ai ritmi ipotizzati il Pil non tornerà ai valori del 2007 prima del secondo trimestre del 2021". Ha sottolineato Squinzi chiudendo il convegno del Centro studi nel corso del quale sono state presentate le ultime previsioni economiche. Per questo bisogna "cambiare passo e registro", ha aggiunto.

"La profonda recessione, la seconda in 6 anni, è finita. I suoi effetti no", avverte il centro studi diConfindustria. Parlare di ripresa e' "per molti versi improprio"; suona "derisorio". Il "Paese ha subito un grave arretramento ed è diventato più fragile, anche sul fronte sociale". Danni "commisurabili solo con quelli di una guerra".

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