Sabato, 10 Dicembre 2022
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SANREMO IN TV

Le super ospiti in tre
facevano 250 anni...

donatella cuomo, festival di sanremo, Sicilia, Archivio, Cultura

Passi la prima serata con Raffaella Carrà che ha dato lezioni a Lady Gaga, passi per il lancio pubblicitario del Maestro Manzi la cui lavagna di ardesia era più smart delle nuove tecnologie, ma ieri le gemelle Kessler e Franca Valeri in un colpo solo facevano 250 anni. Sarà invidia per la vitalità, ma non è che il canone Rai la signora Pina lo paga in sesterzi. E per la conclusione di sabato ci aspettiamo il complesso rock animal Noè e l’Arca. In effetti non è che alla signora Pina questo show sta piacendo più di tanto: ogni settimana evita accuratamente di sorbirsi “Che tempo che fa” con la sua compagnia di giro per poi trovarsela nella long version del Festival e senza possibilità di scampo, a meno di non vedersi la partita del Milan. Ci sono tante cose incomprensibili per la signora Pina: perché il duetto Fazio Litizzetto sul tema del bello è “alto” e chic mentre le rassegne di Carlo Conti sui migliori anni della nostra vita sono tamarro/ pop. E come spiegarle che Giuliano Palma, quel bravo giovanotto che ha cantato la canzone più orecchiabile della serata ha collaborato con i Club Dogo che non sono esattamente i fratelli dei Pooh? E Renzo Rubino, non poteva restare ancora un paio di annetti nelle nuove proposte improponibili, invece di infliggerci il tormento “c’è una macchia microscopica nel tuo bulbo oculare” come recita un verso della sua “Per sempre e poi basta” il cui testo sarà stato scritto dopo un intervento di cataratta. Grazie a Sanremo abbiamo scoperto che si stanno svolgendo le Olimpiadi invernali e l’Italia ha vinto anche una medaglia nella specialità dello slittino grazie a Armin Zoggeler, casualmente nato a Merano perché era temporaneamente chiusa la sala parto dell’ospedale di Innsbruck e che, per trionfare in questa specialità interdetta ai più, non si è allenato esattamente sulle montagne di pomice di Lipari. Vorremmo, infine, svolgere un sondaggio sulla cravatta di Fabiolo Fazìolo: stretta e lunga, come quelle che i parenti poveri usano al funerale del congiunto stretto. Ora, già lui non è Brad Pitt, per quanto si sforzi di essere simpatico non è Fiorello, si vestisse più allegro non gli farebbe male: benedetto figliolo, non vuoi la cravatta e mettiti una collana!

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