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MILANO

Sevizie su anziani in casa riposo,
chieste sei condanne

anziani, processo, sevizie, tribunale, Sicilia, Archivio, Cronaca
TRIBUNALE MILANO

 Erano malati di Alzheimer, e quindi
incapaci di raccontare quello che stava accadendo loro, nella
casa di riposo dove vivevano sarebbero stati sottoposti ad una
serie di maltrattamenti e vere e proprie sevizie: dalle botte,
con tanto di cuscini in faccia, agli insulti e alle ingiurie per
"svilirli» fino a presunti abusi sessuali messi in atto come
forma di «umiliazione». E’ quanto sarebbe avvenuto nella
Residenza sanitaria assistenziale 'San Giorgiò di Milano ad
opera di cinque dipendenti, tutti operatori sanitari che
lavoravano nella struttura e per i quali oggi il pm Giancarla
Serafini, al termine della requisitoria, ha chiesto condanne
fino a 7 anni e mezzo di carcere.
A 2 anni e 8 mesi con l’accusa di favoreggiamento, invece,
secondo il pm milanese, deve essere condannata Mariuccia
Rossini, in qualità di legale rappresentante della Segesta, il
gruppo a cui fa capo la casa di riposo 'San Giorgiò. Secondo
l'accusa, infatti, Rossini «non appena era venuta a conoscenza"
che la Squadra mobile di Milano stava per effettuare delle
intercettazioni ambientali nella struttura per proseguire le
indagini, dopo che gli abusi e le violenze erano stati
denunciati da alcuni tirocinanti, aveva costretto, «tramite
terze persone», tre degli operatori ora imputati a rassegnare le
dimissioni e a lasciare la casa di riposo. In sostanza, la
responsabile della struttura avrebbe ostacolato l’inchiesta. 
Gli operatori sanitari rispondono, invece, a vario titolo, di
maltrattamenti e di violenza sessuale per fatti avvenuti nel
febbraio 2012 ai danni di cinque anziani, quattro donne e un
uomo, tutti malati di Alzheimer e morti nel corso del
procedimento (i tirocinanti avevano presentato la denuncia il 27
gennaio 2012). Grazie anche ai racconti a verbale di altri
dipendenti della struttura, il pm avrebbe accertato che gli
anziani venivano insultati, offesi, spinti con la sedia a
rotelle fino a farli sbattere contro le sponde del letto e
picchiati anche mettendogli cuscini in faccia. Una donna sarebbe
stata anche toccata nelle parti intime come forma di
"umiliazione», mentre in un altro caso un operatore avrebbe
simulato un atto sessuale con una malata. Infine, sempre stando
alle imputazioni, un altro operatore sarebbe stato fermato da un
dipendente mentre stava per abusare di una donna (solo per
questo episodio la responsabile della struttura ha presentato
denuncia). 
In particolare, il pm davanti ai giudici della nona sezione
penale (presidente del collegio Anna Introini) ha chiesto una
condanna a 7 anni e sei mesi di carcere per Josè Montealegre,
accusato di maltrattamenti e di due episodi di violenza
sessuale, e una condanna a 7 anni per il collega Giuseppe
Cialdella. E ancora 4 anni e 4 mesi per Cesar Araujo, che
risponde della tentata violenza sessuale, e 3 anni e 10 mesi per
Giuseppe Vitale e un anno e 2 mesi per l’operatrice Diana Arias
Vinueza. Per loro il pm ha chiesto anche l’interdizione dalle
professioni socio-sanitarie per la durata della pena. 
A nessuno degli imputati poi, come ha spiegato il pm in aula,
possono essere concesse le attenuanti generiche per la «gravità
dei fatti» e perché da loro non sono arrivate né ammissioni né
pentimenti. Il Comune di Monza, presso il quale è accreditata la
struttura, ha chiesto come parte civile un risarcimento di
100mila euro per danni all’immagine. E il legale dei familiari
di un malato ha chiesto un risarcimento di 100mila euro. Le
difese parleranno il 29 aprile e 15 maggio potrebbe arrivare la
sentenza. (ANSA).

 Erano malati di Alzheimer, e quindi incapaci di raccontare quello che stava accadendo loro, nella casa di riposo dove vivevano sarebbero stati sottoposti ad una serie di maltrattamenti e vere e proprie sevizie: dalle botte,con tanto di cuscini in faccia, agli insulti e alle ingiurie per"svilirli» fino a presunti abusi sessuali messi in atto come forma di «umiliazione». E’ quanto sarebbe avvenuto nella Residenza sanitaria assistenziale 'San Giorgio di Milano ad opera di cinque dipendenti, tutti operatori sanitari che lavoravano nella struttura e per i quali oggi il pm Giancarla Serafini, al termine della requisitoria, ha chiesto condanne fino a 7 anni e mezzo di carcere. A 2 anni e 8 mesi con l’accusa di favoreggiamento, invece,secondo il pm milanese, deve essere condannata Mariuccia Rossini, in qualità di legale rappresentante della Segesta, il gruppo a cui fa capo la casa di riposo 'San Giorgio. Secondo l'accusa, infatti, Rossini «non appena era venuta a conoscenza"che la Squadra mobile di Milano stava per effettuare delle intercettazioni ambientali nella struttura per proseguire le indagini, dopo che gli abusi e le violenze erano stati denunciati da alcuni tirocinanti, aveva costretto, «tramite terze persone», tre degli operatori ora imputati a rassegnare le dimissioni e a lasciare la casa di riposo. In sostanza, la responsabile della struttura avrebbe ostacolato l’inchiesta. Gli operatori sanitari rispondono, invece, a vario titolo, di maltrattamenti e di violenza sessuale per fatti avvenuti nel febbraio 2012 ai danni di cinque anziani, quattro donne e un uomo, tutti malati di Alzheimer e morti nel corso del procedimento (i tirocinanti avevano presentato la denuncia il 27gennaio 2012). Grazie anche ai racconti a verbale di altri dipendenti della struttura, il pm avrebbe accertato che gli anziani venivano insultati, offesi, spinti con la sedia a rotelle fino a farli sbattere contro le sponde del letto e picchiati anche mettendogli cuscini in faccia. Una donna sarebbe stata anche toccata nelle parti intime come forma di"umiliazione», mentre in un altro caso un operatore avrebbe simulato un atto sessuale con una malata. Infine, sempre stando alle imputazioni, un altro operatore sarebbe stato fermato da un dipendente mentre stava per abusare di una donna . In particolare, il pm davanti ai giudici della nona sezione penale  ha chiesto unacondanna a 7 anni e sei mesi di carcere per Josè Montealegre,accusato di maltrattamenti e di due episodi di violenzasessuale, e una condanna a 7 anni per il collega GiuseppeCialdella. E ancora 4 anni e 4 mesi per Cesar Araujo, cherisponde della tentata violenza sessuale, e 3 anni e 10 mesi perGiuseppe Vitale e un anno e 2 mesi per l’operatrice Diana AriasVinueza. Per loro il pm ha chiesto anche l’interdizione dalle professioni socio-sanitarie per la durata della pena. (ANSA).

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