Lunedì, 18 Ottobre 2021
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CONSULTA

Fecondazione eterologa
Stop al divieto

Il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale. Lo ha stabilito  la Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità della norma della legge 40 che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta.

 

La Corte costituzionale, nell'odierna Camera di Consiglio - spiega una nota della Consulta - ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 4, comma 3, 9, commi 1 e 3 e 12, comma 1, della Legge 19 febbraio 2004, n. 40, relativi al divieto di fecondazione eterologa medicalmente assistita.

 

''Una legge non può impedire ad una coppia che lo desidera di poter avere un bambino''. L'avvocato Filomena Gallo ne è fortemente convinta, ed è per questo che, nel corso degli anni, è diventata la più nota 'pasionaria' contro la Legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. A fianco di tante coppie, ed a colpi di sentenze di tribunali, è riuscita così a vincere la sua battaglia, condivisa da colleghi e associazioni: 'smontare' la legge pezzo per pezzo, e divieto per divieto, in nome dei ''diritti fondamentali della persona'' sanciti dalla Costituzione. Soddisfatta per la sentenza della Consulta - che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla Legge 40 - l'avvocato 'paladino' dei diritti delle coppie non nasconde il forte coinvolgimento emotivo nella vicenda: ''Fare l'avvocato - racconta - non vuol dire seguire dei procedimenti in modo asettico; per me, il mio ruolo ha significato un coinvolgimento pieno e forte nei dolori e nelle speranze delle coppie che ho seguito, in un percorso difficile e faticoso''. Quarantacinque anni, divorziata e senza figli, ''ma non per scelta o per problemi fisici'', Gallo dice di ''comprendere il desiderio di quelle coppie che non possono avere un bambino e sperano che le tecniche e la scienza possa dare loro una speranza concreta''. E di coppie, l'avvocatessa 'pasionaria' ne ha accompagnate tante: ''Insieme agli avvocati Baldini, Calandrini e Re dell'Associazione Coscioni - spiega - abbiamo seguito ben 17 provvedimenti, su un totale di 30, intentati contro questa Legge, e abbiamo sollevato il primo dubbio di costituzionalità sul divieto di eterologa''. La motivazione è chiara: ''La legge 40 - incalza - era un obbrobrio normativo e rappresentava uno 'stop' ai diritti fondamentali, uno 'stop' che ora abbiamo abbattuto. Sono infatti rimasti in piedi gli ultimi due divieti, quello che impedisce l'accesso alle tecniche per le coppie fertili portatrici di malattie genetiche e il divieto della donazione degli embrioni a fini di Ricerca, ma entrambi questi punto saranno presto all'esame della Corte Costituzionale''. E a chi difende l'impianto della contestata normativa, Gallo risponde così: ''Chi è in disaccordo non è obbligato ad utilizzare la fecondazione assistita, ma vanno rispettate le scelte altrui, altrimenti non siamo più in una democrazia ma in una dittatura''. Il punto, incalza, ''è che non ci sono limiti etici che vanno ad intaccare le libertà individuali che tengano''. 'Smontata' la Legge 40, quale sarà ora la prossima sfida? ''Questa vicenda - risponde Gallo - ha dato una grande lezione al Legislatore italiano: ora mi aspetto che i temi etici, a partire da quello in discussione relativo al Fine vita, trovino un Legislatore più attento, perchè non si abbiano altre 'Leggi 40', frutto di scambio e di logiche di potere. Se così non fosse, saremo pronti a dare nuovamente battaglia. Questa - avverte - è la sfida per il prossimo futuro''.

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