Venerdì, 30 Ottobre 2020
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BROLO

Il Comune come
un bancomat

carmelo arasi, salvo messina, Sicilia, Archivio
Carmelo Arasi

Il Comune di Brolo come un bancomat, dove versare e prelevare era diventato estremamente facile grazie a piccoli stratagemmi portati alla luce dall’inchiesta condotta da carabinieri e guardia di finanza e coordinata dalla procura della Repubblica di Patti. Una persona arrestata, sei ai domiciliari, una quindicina gli indagati. E’ questo il bilancio parziale di una indagine complessa che promette altri clamorosi sviluppi.

In carcere è finito Carmelo Arasi, responsabile dell’area amministrativa del comune di Brolo mentre ai domiciliari sono stati ristretti  l’ex sindaco Salvatore Messina insieme a Costantino Maniaci, Santa Caranna, Antonella Campo, Giuseppina Di Leo e Rossella Arasi, figlia di Carmelo. Per tre persone, invece, è stato applicato l’obbligo di dimora. Si tratta di Mario Messina, Carmelo Gentile e Francesca Mondello. Le accuse, a vario titolo, sono di falso, peculato e truffa.

Le indagini si sono sviluppate sostanzialmente in due filoni. Il primo ha avuto come oggetto l’accensione di tre mutui alla Cassa Depositi e Prestiti da parte del comune di Brolo, dai responsabili dell’area amministrativa Carmelo Arasi e Costantino Maniaci, per opere edilizie mai realizzate come il palazzetto dello Sport, migliorie nella scuola elementare “Centro” e opere di urbanizzazione di un’area industriale. I mutui, però, sarebbero stati modificati al fine di ottenere elargizioni superiori rispetto a quelle delle delibere del consiglio comunale, per un valore complessivo di 3 milioni e 200mila euro. Allo stesso tempo venivano falsamente attestati stati di avanzamento dei lavori che consentivano l’erogazione della somme da parte della cassa depositi e prestiti. Questi soldi finivano tutti nei conti comunali e, poi, venivano gestiti per finalità diverse rispetto a quelle per cui erano stati richiesti.

Il secondo filone è strettamente collegamento al primo, dal momento che parte delle somme concesse dalla banca finivano, secondo i riscontri investigativi, nelle società di pallavolo gestite dall’ex sindaco Salvatore Messina, una delle quali, il Volley Brolo, ha anche giocato nel massimo campionato italiano. L’ex primo cittadino si dimise nel novembre del 2013 dopo aver ricevuto l’informazione di garanzia quale persona indagata.

Carmelo Arasi avrebbe emesso, a sua favore, anche mandati di pagamento falsi , appropriandosi, di 380 mila euro mentre 100 mila euro, nel triennio 2011-13, sarebbero finiti  alla figlia Rossella. Determinante ai fini dell’indagine la minuziosa ricostruzione di tutti i movimenti bancari.

In totale la somma indebitamente percepita sarebbe di  1 milione e 400 mila euro.

La situazione economica del comune di Brolo non è florida. I mutui contratti dovranno essere restituiti in 20 anni,  l’ente pubblico tirrenico, anche per altri motivi, rimane a rischio default.

 

 

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