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PALERMO

Lavoratori con condanne: 300 licenziamenti?

 «Il licenziamento di circa 300 dipendenti del 118 in Sicilia che hanno condanne incompatibili con la pubblica amministrazione, rientra nella linea del governo che già in altri settori dell’amministrazione (Pip, formazione, Asu, Sportelli), ha avuto attuazione. Verifiche che tuttora continuano anche negli altri dipartimenti». Lo dichiara il presidente della Regione Rosario Crocetta dopo che un’indagine interna alla Seus, la società che gestisce il servizio emergenza in Sicilia, ha scoperto casi di false autocertificazioni sui precedenti penali. I lavoratori con condanne sono in totale 304 ma, secondo il direttore generale della Seus Angelo Aliquò, in molti casi si tratta di reati non gravi e comunque non tali da portare al licenziamento. Quindi il numero delle persone da proporre per il licenziamento, su cui si esprimerà già domani il consiglio di gestione della Seus, potrebbe essere alla fine inferiore a cento. Il governatore comunque è determinato sul punto e aggiunge: «Ci rendiamo conto delle tensioni che si possono generare e i direttori generali che effettuano tali provvedimenti hanno il totale sostegno dell’intero governo, nel caso specifico il direttore Aliquò, siamo perfettamente convinti che procederà con determinazione ad applicare la legge. Dura lex sed lex». Tali provvedimenti, prosegue Crocetta, «non sono lesivi della dignità dei lavoratori, rappresentano anzi un meccanismo di tutela per le persone che non hanno commesso reati e non hanno abitudine a delinquere ». Le leggi che disciplinano i rapporti con la pubblica amministrazioneafferma l’assessore alla Salute Lucia Borsellinosono chiare e mantenere un dipendente incompatibile per legge, è un reato». Trovano così attuazione due note del presidente della Regione a tutti i dipartimenti e agli enti regionali, alle partecipate, direttori, con le quali si rinnova l’invito a verificare la documentazione originaria che ha determinato l’assunzione, sia essa di collaborazione, consulenza, incarichi a tempo determinato; anche quella per i dipendenti a tempo indeterminato per le incompatibilità sopravvenute. Concludono Crocetta e Borsellino: «Intendiamo fare un’operazione complessiva di cleaning all’interno della macchina della Regione che renda qualsiasi contratto con i dipendenti trasparente e sicuro. Tutti i direttori dovranno fare queste verifiche entro due mesi, termine inderogabile. Sarà cura del governo inoltre verificare i comportamenti illeciti di chi non controlla o ha assunto provvedimenti disinvolti». Su altro fronte, quello delle partecipate, il governatore è intervenuto con una nota per rispondere a qualche parlamentare di Forza Italia, che avrebbe dichiarato di un uso eccessivo delle assistenze tecniche da parte del governo: «Voglio ribadire con forza che la nostra linea di governo è chiara, specializzare alcune partecipate regionali in queste attività, per quanto attiene ai servizi informatici, con la messa in bonus di Sicilia e-servizi, per altri settori di assistenza tecnica prevalentemente con Sviluppo Sicilia». Crocetta aggiunge: «Tali situazioni in passato erano impedite dal fatto che Sicilia e-servizi era in liquidazione e in compartecipazione con privati, circostanza non più veritiera da diversi mesi e per quanto riguarda Sviluppo Sicilia, per il costo alto che aveva tale società per effetto dell’applicazione del contratto bancario. La situazione attualecontinuasoprattutto dopo la Finanziaria ter che ha previsto l’albo unico dei dipendenti delle partecipate in liquidazione, può consentire un’utilizzazione ampia di personale interno che può transitare da una partecipata all’altra. Comincia ad essere possibile solo adesso. Esiste una delibera di giunta del 29 maggio 2013 che stabilisce il divieto di proroga di contratti di beni e servizi, compresi quelli di assistenza tecnica e una mia direttiva del 1 maggio 2013 con l’indicazione chiara del divieto di proroga e il riferimento all’utilizzo di personale delle partecipate regionali e in particolare di Sviluppo Italia Sicilia. I servizi di assistenza tecnica, per il governo, dovranno svilupparsi all’interno delle partecipate regionali in un processo che tenga conto sia dei contratti con assistenze tecniche private in corso, che non è possibile revocare, sia della possibilità che le nostre partecipate si organizzino per tali servizi». «Nel caso del Piano giovaniconcludegli unici servizi di assistenza tecnica sono quelli affidati a Italia Lavoro e Formez. Il contratto con Ett non è di assistenza tecnica ma un appalto di servizi affidato a un privato. Nella deliberazione del 6 agosto non si fa riferimento a Ett ma esclusivamente a società pubbliche e tale deliberazione inoltre è stata approvata dalla giunta su proposta dell’allora direttore e, pertanto, dall’assessore al ramo».

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