Giovedì, 19 Maggio 2022
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LAVORO

Governo, ok tutele crescenti
Cgil, art. 18 scalpo per Ue

"Per le nuove assunzioni" viene previsto "il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio". E' l'emendamento presentato dal governo al Jobs act ed in particolare all'articolo 4 sul riordino delle forme contrattuali.

Il governo graduerà le tutele ed il periodo in cui saranno crescenti nel decreto delegato: lo ha spiegato il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, a margine della riunione in commissione Lavoro del Senato, dove è è stato presentato l'emendamento del governo al Jobs act, che indica il contratto a tutele crescenti per i neoassunti. "Se il Parlamento fa la delega, il governo eserciterà la delega. Se si impantana, potremmo agire con la decretazione d'urgenza", come affermato ieri dal premier. "Siccome penso che il Parlamento agirà", il governo procederà con i decreti delegati, ha affermato Bellanova, rispondendo ad una domanda sull'ipotesi di un intervento con decreto legge. Stamattina è stato depositato in commissione Lavoro del Senato l'emendamento del governo d'intesa con il relatore del provvedimento, Maurizio Sacconi (Ncd), e dopo la riunione della maggioranza con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Nell'emendamento del governo all'articolo del Jobs act che riguarda la delega sul riordino delle forme contrattuali, anche per sfoltirle, si indica l'obiettivo di un "Testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali - aggiunge il testo presentato dal governo d'intesa col relatore - e dei rapporti di lavoro".

L'emendamento prevede l'introduzione, "eventualmente anche in via sperimentale, del compenso orario minimo" applicabile ai lavoratori subordinati viene estesa ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa

Sacconi soddisfatto per riforma art.18-Statuto -  "Esprimo piena soddisfazione per il nuovo testo dell'articolo 4 della delega sul lavoro", ha detto il relatore Mauriurizio Sacconi. "La nuova formulazione prevede un testo unico semplificato sulla disciplina complessiva dei rapporti di lavoro, sostitutivo dello Statuto dei lavoratori con particolare riguardo ai tanto discussi articoli 4, 13 e 18". Con la delega c'è "la revisione delle tutele nel contratto a tempo indeterminato (art.18)". "la mediazione" è l'applicazione del contratto "a tempo indeterminato" a tutele crescenti "alle nuove assunzioni". Con indennizzo proporzionato all'anzianità e dunque senza il reintegro dell'art.18."A regime sarà per tutti quello".

Taddei (Pd), Renzi non ha detto abroghiamo l'art.18 -   "Il tema non è l'articolo 18 ma l'estensione delle tutele". Lo afferma il responsabile economico del Partito Democratico Filippo Taddei intervenendo alla trasmissione radiofonica Radio Anch'io. "Renzi ha detto - sottolinea Taddei - estendiamo le tutele, superiamo l'apartheid non abroghiamo l'articolo 18. Questo è il solito discorso che parte per la tangente", conclude. 

Cgil affila le arrmi - Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha chiesto al Direttivo di dare mandato alla segreteria per valutare iniziative di mobilitazione e il primo passo da fare sarebbe aprire una discussione con Cisl e Uil per possibili forme di mobilitazione unitaria, con al centro il lavoro. E' quanto emerso da fonti presenti al Direttivo.

Damiano, da destra letture di bandiera - "La delega sul lavoro andrà definita con i decreti attuativi. L'emendamento del governo lascia aperte molte interpretazioni. Leggere questo testo con posizioni di bandiera e di comodo, come stanno facendo alcuni esponenti della destra, non serve". Così Cesare Damiano (Pd), che annuncia: la "battaglia continuerà" sulla "difesa dell'art. 18".

Boccia, avanti con le riforme, l'art.18 è superato - "Su lavoro avanti con riforme proposte da Matteo Renzi. Bene ipotesi modello tedesco con mediazione di Cesare Damiano. Non fermiamo il confronto". Lo scrive su Twitter Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera. "L'articolo 18 ormai è superato nei fatti - aggiunge ancora Boccia - sarebbe inutile e controproducente fossilizzare il confronto sul tema del lavoro soltanto su questo. Fa bene, invece, il governo ad andare avanti con la sua linea riformatrice. Anzi, io dico di accelerare e non perdere altro tempo. Occupiamoci di chi un lavoro non ce l'ha, occupiamoci dei figli dell'economia digitale, visto che 44 anni fa lo statuto dei lavoratori non poteva neanche prevedere la loro esistenza". "Il Pd - aggiunge - il partito dei riformisti italiani, è il partito del confronto non dell'imposizione. Discutiamo, quindi, confrontiamoci sul modello tedesco con la mediazione avanzata da Cesare Damiano e acceleriamo questo processo di riforma. Se questo modello ha funzionato in Germania, non vedo per quale motivo non debba essere applicato anche nel nostro Paese".

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