Sabato, 20 Aprile 2019
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SUCCESSO DELLA PRIMA TRIESTINA

Francesco Calogero
e la "primavera" del cinema

di Elisabetta Reale

Non si poteva immaginare accoglienza più calda ed entusiasta da parte del pubblico alla prima proiezione ufficiale di “Seconda primavera”, film scritto e diretto (girato interamente sullo Stretto) dal regista messinese Francesco Calogero, presentato all’interno della ricca programmazione del Trieste Film Festival. In un teatro Miela gremito – nonostante la concomitante programmazione dell’atteso “Corpo estraneo”, presentato alla vicina sala Tripcovich dal regista polacco Krzysztof Zanussi – “Seconda primavera” è stato accolto da applausi prolungati, cui ha fatto seguito un serrato dibattito che ha trattenuto gli spettatori in sala oltre ogni previsione.

A moderare, il direttore artistico del festival Fabrizio Grosoli, che ha definito il film di Calogero, con un felice paradosso, «meravigliosamente inattuale»: fuori dalle mode e segnato da una finezza “classica” ormai rarissima sul grande schermo. E proprio sul suo essere antimodernista, sulla sua classicità cinefila e letteraria si sono basate molte domande del pubblico. «Per me era indispensabile, necessario direi, il confronto. – ha detto Calogero – Il film mostra quel gusto per il frammento apprezzato dalla platea che ne ha colto lo slancio. La proiezione ha suffragato la mia percezione, perché volevo realizzare un film per il pubblico, per raccontare delle cose e suscitare riflessioni ed emozioni. E siamo molto felici dei riscontri positivi della critica ma in egual misura degli applausi del pubblico, certamente selezionato, ma eterogeneo, che da “Seconda Primavera” è rimasto colpito».

Un cuore in inverno

Assieme a Calogero a Trieste per la prima anche il protagonista Claudio Botosso, magistrale nel rendere la precoce “senilità” – termine rubato a Italo Svevo dal regista, contagiato dall’atmosfera triestina – dell’architetto “cuore in inverno” Andrea, la deliziosa Desirée Noferini, a proprio agio anche nel lessico siculo-messinese, nonostante le sue origini fiorentine, l’intensa Anita Kravos, particolarmente emozionata perché triestina di nascita, il brillante Gianluca Cesale, ormai messinese d’adozione per la lunga militanza tra le file della compagnia Scimone-Sframeli. E poi, imprevedibile e frizzante come d’abitudine, il popolare Nino Frassica, che nel pomeriggio aveva anche presentato – nella bella cornice del Caffè San Marco – la sua ultima fatica letteraria “La Mia Autobiografia (70% Vera 80% Falsa)”. Assente nel quartetto dei protagonisti, il giovane ma già navigato attore messinese Angelo Campolo, impegnato in Sicilia nelle repliche de “L’onorevole”, messo in scena da Enzo Vetrano e Stefano Randisi. Così come lontani per altri impegni gli altri (tanti) messinesi del ricco cast – completato dal tunisino/torinese Hedy Krissane e dalla catanese Tiziana Lodato, oltre che da Lucilla Mininno, Barbara Silva e Paola Cigna – quali Monia Alfieri, Antonio Alveario, Livio Bisignano, Giovanni Boncoddo, Roberto Gigante, Giulia Giordano, Vivina Guerra, Antonio Lo Presti, Vittoria Micalizzi, Domenico Minutoli, Alberto Molonia, Annibale Pavone, Maria Pia Rizzo, Giada Vadalà e i piccoli Mattia Bonaventura e Gregorio Puleo. In rappresentanza di una troupe «mai come in questa occasione legata al film, che ne ha seguito l’evoluzione con attesa e vibrante partecipazione, che li ha spinti anche a partecipare alla prima» ha voluto sottolineare Calogero, che ha annoverato tra le sue fila il sensibile direttore della fotografia Giulio Pietromarchi, il pluripremiato montatore Mirco Garrone, il versatile musicista Sandro Di Stefano, e i messinesi doc Antonio Virgilio (scenografo) e Roberto Bonaventura (aiuto regista), erano presenti a Trieste la costumista Antonella Zito, la sua assistente Cristina Ipsaro Passione, l’attrezzista Maurizio Marino, gli stagisti Emanuele Morabito (fotografia) e Giorgio Calogero (produzione), del gruppo di studenti presenti sul set grazie alla partnership della società produttrice – la messinese Polittico srl, creata nel 2013 da Mia Arfuso con lo stesso Calogero – con l’Università degli Studi di Messina e il Centro attrazione risorse esterne e creazione d'impresa.

Presto in Sicilia

«Ora per “Seconda Primavera” comincia un percorso ancor più tortuoso, quello della distribuzione, certamente il film circolerà in Sicilia ed a Messina dove è stato girato – ha detto Calogero – ma il nostro sforzo è rivolto anche per riuscire ad ottenere una visibilità sul territorio nazionale». Realizzato in collaborazione con la Sicilia Film Commission e l’assessorato regionale Turismo, Sport e Spettacolo, “Seconda primavera” si è anche avvalso dell’apporto, ai sensi delle norme sul tax credit, di società di rilevanza nazionale quali le ragusane Argo Software e Agriplast, oltre che del patrocinio dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Messina. Alla realizzazione del film hanno contribuito il Museo Interdisciplinare Regionale di Messina, il Teatro Vittorio Emanuele, Comune, Provincia e Prefettura di Messina, Comune di Rometta, Policlinico “G. Martino” di Messina e “Garibaldi-Nesima” di Catania e inoltre, a vario titolo, numerosi imprenditori locali.

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