Domenica, 29 Novembre 2020
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NAZIONALE

Europei, l'Italia
supera test Croazia: 1-1

Senza pubblico, ma col pieno di emozioni. L'1-1 in casa della Croazia dice che l'Italia di Conte ha superato il suo esame più duro, e non solo per la classifica. Tutto rimane invariato, visto anche il pari della Norvegia, e quindi Euro 2016 è un po' piu' vicino. Soprattutto, al netto dell'incredibile errore azzurro che ha portato all'iniziale vantaggio croato - cinque giocatori a protestare per la rete annullata ingiustamente a El Shaarawy, lasciando via libera a quella di Mandzukic - la nazionale ha smontato la superiorità tecnica mostrata dagli avversari all'andata, e tutto sommato e' andata più vicina alla vittoria dei croati, rischiando però anche la beffa della sconfitta. Pazza Italia, ma promossa. L'ombra degli ultrà estremisti, che con le loro intemperanze hanno fatto giocare Croazia-Italia a porte chiuse, si allunga lo stesso sulla partita con una svastica disegnata sul prato forse nella notte che creerà polemiche. Ma al di la' di quelle gli spettatori rimasti esclusi si sono persi un 1-1 che poteva finire in ogni modo. E che alla fine conferma l'imbattibilità della squadra di Conte e mantiene gli azzurri secondi dietro la Croazia, con un calendario ora dalla loro parte. Merito del nuovo assetto studiato dal ct, della personalità di Buffon che para anche un rigore, di uno straripante Candreva, di un Pirlo che si scrolla di dosso per un tempo la malinconia, di un El Shaarawy ritrovato. Nel silenzio surreale dello stadio, a porte Conte schiera il primo 4-3-3 della sua carriera azzurra. In avanti la vera novità e' il redivivo El Shaarawy, che in realtà con Candreva parte sulla linea di centrocampo, trasformando di fatto l'assetto in un prudente 4-5-1. Dall'altra parte Kovac recupera Mandzukic da qualche piccolo acciacco e conferma il 4-2-3-1 con Rakitic in regia. Moduli a parte, l'inizio e' ad alto ritmo. Tutte e due le squadre pressano, e presto arrivano i fuochi d'artificio. Il primo e' al 6', quando Astori cade nel tranello di Srna lanciato in area da Rakitic e lo impatta in piena corsa: al dischetto va Mandzukic, il tiro e' debole e Buffon respinge. L'Italia prende coraggio, e infatti all'11' confeziona un'azione in velocità con cambio di campo chiusa dal cross di Candreva, il velo di Pellè e il gol sottoporta di El Shaarawy. Ma il guardalinee annulla segnalando fuorigioco, cinque azzurri (anche Bonucci, De Silvestri e Marchisio che dovrebbero rientrare) incredibilmente si fermano a protestare tra le urla di Conte e la Croazia ne approfitta: rapidissimo contropiede ad azzurri scoperti, Rakitic apre per Srna, cross al centro e 1-0 di Mandzukic. Tutto dieci secondi dopo il gol annullato all'Italia. Buffon rimedia una botta al piede alla quale resiste solo per il primo tempo e un'ammonizione. La partita si infiamma. L'Italia non ci sta, attacca e si scopre ai contropiedi. Rischia cosi' di capitolare sul cross di Perisic che Olic spreca sottoporta (18') e qualche minuto dopo Astori sbaglia ancora su Mandzukic, il cui cross per Olic costringe De Silvestri all'anticipo che gli costa un brutto infortunio. Ma nel complesso il possesso palla dei croati non e' così schiacciante come all'andata, gli azzurri sono corti e rilanciano spesso senza timori. Così al 32' El Shaarawy divora il pari su centro di Pellè ben lanciato da Marchisio, ma l'1-1 e' in arrivo. Ancora rigore, ancora Mandzukic di mezzo con un errore, quello che lo provoca per il cucchiaio dal dischetto di Candreva. Al 46' Pellè, lanciato perfettamente da Pirlo, ha la palla del vantaggio ma Subasic para con reattività. Dall'altra parte, Buffon deve rinunciare a rientrare (taglio sotto il piede) e cede il posto a Sirigu, togliendo all'Italia la spinta delle sue urla che risuonano nel vuoto dello stadio. Ci pensa Pirlo a prendere per mano la squadra, riscattando un primo tempo tutto sommato opaco. Kovac invece sostituisce Rebic con Olic. I ritmi non calano, tutte e due le squadre vogliono vincere, anche se all'Italia il pari può andare. Il primo tiro verso la porta arriva dopo un quarto d'ora; è il nuovo entrato croato che spara alto su una combinazione da palla inattiva. Un minuto dopo El Shaarawy toglie di testa la palla dal piede di Marchisio, su una bella fuga di Candreva chiusa dal cross perfetto. Il pericolo arriva sempre dall'autore del pareggio: al 23' pallone in profondità recuperato sulla linea di fondo e scarico indietro per Pirlo che riatarda un attimo per cambiare piede e da buona posizione spara alto sull'incrocio. Un paio di minuti, Candreva parte in dribbling sulla facia e mette in mezzo, El Shaarawy che perde il tempo dà dietro per Parolo che smorza il tiro debole in bocca a Subasic. La Croazia invece fatica a sfondare, nonostante la palla spesso tra i piedi, e Kovacic ci prova al 32' da fuori. Poi Rakitic alza malamente dal limite, e a dieci minuti dal termine Conte decide di provare a difendere il risultato: dentro Ranocchia per El Shaarawy, si torna alla difesa a tre. Resta il tempo per l'espulsione di Srna. E non e' l'unica superiorità azzurra della serata.

"Potevamo vincere: all'andata ai punti avrebbero meritato loro, stasera ai punti meritavamo noi''. Conte l'imbattuto parte da li', dopo il pari con la Croazia. ''Abbiamo dovuto affrontare tante difficoltà: pensavamo che fosse la Croazia, e invece ci sono state molte situazioni strane. Sono successe cose rare, paradossali'', dice. E poi spiega, partendo dall'ingenuità del gol annullato-gol subito. ''Stavamo esultando, il guardalinee ci ha messo qualche secondo per decidere un fuorigioco che non c'era, e così sulla ripartenza siamo andati in svantaggio - racconta - E' un insegnamento. Mai esultare, mai protestare finche' il guardalinee non indica il centro del campo. Certo, anche l'arbitro su quella situazione strana poteva trovare il modo di ritardare l'azione...''. Sono poi arrivati gli infortuni: De Silvestri, che ha una distorsione al ginocchio (''spero sia nulla di grave'') e Buffon che ha giocato ''con un taglio al ginocchio per il quale sono stati poi necessari dieci punti, quasi si vedeva l'osso''. ''Sono soddisfatto per quello che i giocatori hanno fatto vedere in campo - il bilancio di Conte - non era facile assimilare uno schema nuovo in pochi giorni. Abbiamo giocato con coraggio, personalità e tanta voglia di giocare a calcio''. La differenza con la partita dell'andata, sostiene Conte, e' ''che stasera siamo stati molto aggressivi: a Milano il loro palleggio ci mandava fuori giri, non riuscivamo a ripartire. Stasera abbiamo fermato le loro fonti di gioco, Rakitic, Brozovic, e Kovacic. Ripeto - chiude con orgoglio - stasera siamo stati noi a fare la partita''. La nazionale torna nella notte in Italia, resta l'ultimo impegno della stagione prima delle vacanze, l'amichevole di Ginevra con il Portogallo. Poi, Conte affronterà di petto anche in chiave azzurra la questione Pirlo. ''Lui - ha detto il ct qualche ora prima della partita - è uno dei pochi al mondo che può decidere da solo quando smettere: dopo le delusioni riesce sempre a ricaricarsi, avrebbe rigiocato il giorno dopo la finale di Berlino. Non mi pare abbia voglia di mollare. Avete visto stasera: e' ancora in grado di prendere per mano la squadra, e ha voglia di farlo''. La chiusura e' sulla svastica: ''Dal campo non ci eravamo accorti, non solo per la tensione agonistica: non si vedeva - dice - Sono stato informato solo a partita finita: il rammarico per cose del genere e' davvero tanto'

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