Mercoledì, 08 Febbraio 2023
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IL CAIRO

Ultimo ciak per Omar Sharif
Addio dottor Zivago

Ha vissuto almeno tre vite (da star, da giocatore di bridge, da seduttore e artista della vita), ma la sua faccia sembrava ormai scolpita nel tempo, fissata in quell'eterno e ironico sorriso che lo ha reso celebre, in una carriera costellata da oltre cento film sotto il segno dell'irregolarità, tra passioni, debiti, curiosità e voglia di una vita che ha sempre sbranato con lucida voracità. Addio a Omar Sharif  un attacco di cuore lo ha stroncato a 83 anni, in un ospedale del Cairo, dopo l'ultima battaglia contro l'Alzheimer.

Vero nome Michel Dimitri Shalhoub, figlio di genitori libanesi, nasce ad Alessandria d'Egitto. Diplomato all'inglese Victoria College, laureato in matematica e fisica al Cairo, scopre il cinema quasi per caso nel 1953. Lo nota un giovane regista, Youssef Chahine, e per il suo 'Lotta sul fiume' lo sceglie a fianco di una diva dell'epoca, Faten Hamama. Il successo personale prelude a un doppio grande amore: quello per Faten che lo sposerà due anni dopo e quello per il cinema. In otto anni interpreta oltre 20 film, tra cui 'La castellana del Libano' e 'I giorni dell'amore' arrivano anche sui nostri schermi; per ottenere il consenso dei genitori della sposa si converte all'Islam e sceglie il nome che lo accompagnerà per la vita, Omar El Sharif.

Così si presenta a David Lean che sta scegliendo il cast per 'Lawrence d'Arabia' nel 1961: parla l'inglese e il francese senza imbarazzo, si comporta come un occidentale, ma ha negli occhi il furore del Mediterraneo.

Lean gli affida il ruolo dello Sceriffo Alì, tra Peter O'Toole, Anthony Quinn e una schiera di marpioni del cinema anglosassone. Sharif non ha grande considerazione del suo partner ("O'Toole è la cosa più simile a una bistecca che abbia mai incontrato"), il suo ruolo sarebbe da comprimario, ma lo plasma fino a farne l'autentico eroe senza macchia dell'intera epopea. La nomination all'Oscar del '63 è la naturale conseguenza e gli apre le porte di Hollywood. Ciononostante le scelte successive dell'attore sono, a dir poco estemporanee.

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