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MILANO

Giudici, Martina
non può crescere figlio

Martina Levato è "in grado, per quanto emerso sinora dagli atti, di potersi occupare adeguatamente del figlio", e questo vale anche per il padre, Alex Boettcher. Lo scrive il Tribunale per i minorenni di Milano. Gli elementi raccolti, tra cui la perizia psichiatrica effettuata nel processo penale, secondo i giudici, portano a ritenere sussistente un "grave pregiudizio per l'accudimento e lo sviluppo psicofisico" del bimbo. I magistrati, infatti, dopo aver ricordato le "modalità crudeli" delle loro aggressioni, scrivono che "dalla lettura degli atti del procedimento penale è emersa la figura di una donna (Martina Levato) con una scarsa capacità di affidarsi" e che ha "mostrato formale distacco, scarsa empatia" e con un atteggiamento anche "sfidante e connotato da disprezzo". Nel processo, poi, "non è mai riuscita a mostrare il benché minimo 'sentire' con la vittima ed anche successivamente nei rapporti con i suoi genitori, dei quali non è parsa comprendere il dolore a loro provocato dalla vicenda".
Ed è arrivata "a pensare che questo gesto 'non ricade nel rapporto genitori-figli perché non ne parliamo'". E se Alex ha una "componente sadica", la "mancanza di empatia" di Martina si è manifestata anche "nel corso delle gravidanza come incapacità di immedesimarsi, assumere un atteggiamento tutelante nei confronti del bambino". Per il collegio, quindi, non "vi sono sufficienti garanzie che la madre sia in grado di accogliere, ascoltare e comprendere i bisogni del bambino, in una fase in cui i bambini si esprimono con modalità che richiedono una specifica attivazione della sensibilità materna". In Martina emerge anche "un'incapacità di gestire le proprie emozioni al di fuori di un ipercontrollo che la espone a situazione esperimentali fortemente dolorose connotate dalla presenza di irritazione e rabbia". E questo suo "modo di funzionare, questo ipercontrollo, pare allarmante anche sotto il profilo della genitorialità, in quanto anche l'accudimento di un neonato può rappresentare un fattore stressogeno".
Per i giudici, inoltre, anche la "idoneità" dei nonni dovrà essere "vagliata, in quanto sono emersi elementi di conflittualità e di grave tensione per entrambi i genitori con le rispettive famiglie d'origine". (ANSA)

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