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Giovane eritreo riabbraccia il fratello

Questura Ragusa

RAGUSA - E' finita tra le lacrime di commozione e un abbraccio liberatorio. E' la storia di un ragazzino eritreo, sbarcato a Pozzallo a maggio 2015 da solo e da allora affidato alla cura di una casa famiglia di Scicli, gestita dalla Federazione delle chiese evangeliche. A consentire la ricongiunzione tra i due fratelli, che disperavano di potersi reincontrare, sono stati gli agenti dell'Ufficio immigrazione della Questura di Ragusa. Il ragazzino, dodicenne, ha raccontato la propria storia ai poliziotti, grazie alla presenza di un interprete eritreo negli uffici della Questura. Ed ha spiegato che era arrivato in Europa per ritrovare il fratello che vive in Svizzera. Gli agenti si sono subito messi in movimento e, grazie alla stretta collaborazione della fondazione delle Chiese evangeliche ed alla responsabile della "Relocation desk" di Roma, è stato possibile rintracciare il fratello maggiore del ragazzino. A quel punto sono state avviate tutte le pratiche burocratiche per il ricongiungimento tramite l’Unità Dublino del Ministero dell’Interno e acquisito il parere positivo dell’Ambasciata Elvetica, qualche giorno fa, nei locali dell’aeroporto di Zurigo il piccolo eritreo ha potuto riabbracciare il fratello che pensava di non riuscire a rivedere mai più. Vivo apprezzamento per l’organizzazione e il coordinamento mostrato, è stato espresso dalla federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, nonché dalle autorità elvetiche con le quali gli agenti si sono più volte interfacciati per portare a termine il ricongiungimento.

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