Sabato, 24 Agosto 2019
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MACERATA

Traini in isolamento, lontano
da Oseghale

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Luca Traini era candidato con la Lega alle amministrative

E' in isolamento nel carcere di Montacuto ad Ancona Luca Traini, il 28enne protagonista ieri di un raid anti migranti a colpi di pistola per le strade di Macerata. Il giovane è stato messo in un reparto separato da quello in cui si trova Innocent Oseghale, presunto assassino di Pamela Mastropietro "e tenuto accuratamente lontano anche da altri detenuti di colore" dicono dalla casa circondariale.

Proprio la morte brutale di Pamela Mastropietro sarebbe all'origine della tentata strage di ieri. Traini lo ha ribadito ai Carabinieri. "Ero in auto e stavo andando in palestra quando ho sentito per l'ennesima volta alla radio la storia di Pamela. Sono tornato indietro - avrebbe raccontato - ho aperto la cassaforte e ho preso la pistola".

Strage aggravata dalle finalità di razzismo è l'accusa formulata dalla procura di Macerata per il ventottenne. Al giovane sono stati contestati anche porto abusivo di armi ed altri reati. I carabinieri depositeranno domani un'informativa alla procura. I magistrati chiederanno quindi la convalida del provvedimento.

Ieri due ore di caccia al nero tra le strade di una Macerata spaventata e chiusa nelle case, una rappresaglia armata "preparata e progettata" fin nei dettagli, un raid con un solo movente e nessuna giustificazione: un odio razziale che emerge da un background "fascista e nazista".  La morte atroce di Pamela, fatta a pezzi da uno spacciatore nigeriano, ha prodotto un altro orrore: un tiro a segno per le vie di Macerata con l'unico obiettivo di uccidere lo straniero, il nero, il diverso. Anche se del tutto estraneo alla morte della ragazza. Ed ora la politica è costretta ad interrogarsi sulle troppe parole urlate e sugli errori commessi. "Nessuno cavalchi l'onda, nessuno cavalchi l'odio, nessuno cavalchi le contrapposizioni - dice a fine giornata il ministro dell'Interno Marco Minniti precipitatosi a Macerata - in momenti difficili come questi la risposta della democrazia deve essere forte e unitaria". 

Tutto è cominciato alle 11 del mattino: Luca Traini, 28 anni di Tolentino, incensurato, un passato su posizioni di estrema destra e candidato nel 2017 per la Lega al consiglio comunale di Corridonia, sale sull'auto e parte per la sua missione.ccidere quanti più stranieri possibile. Agisce da solo: al momento gli investigatori non hanno trovato nulla che possa far pensare ad un'azione organizzata con altri soggetti. Se a spingerlo sia stata proprio la morte di Pamela lo diranno le indagini; quel che è certo è che tra i due non c'era alcun legame, così come nessuno dei sei stranieri feriti aveva in qualche modo avuto a che fare con lui: bersagli scelti a caso. I primi sono stati colpiti in via dei Velini. Poi, ad allarme era già scattato, Traini ha fatto in tempo a sparare ancora in via Spalato, vicino alla casa dove viveva il presunto assassino di Pamela, contro il portone della sede del Pd, e in corso Cairoli. Svuota due caricatori interi, quasi una trentina di proiettili, con la sua pistola semiautomatica e regolarmente detenuta: è un miracolo che non sia morto nessuno.

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