Domenica, 24 Febbraio 2019
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NUOVO LIBRO

Paola Maugeri: ma siamo uomini o rock star?

di
“Rock and Resilienza”, paola maugeri, Sicilia, Archivio, Cultura
Paola Maugeri: ma siamo uomini o rock star?

E’ già disponibile in librerie e piattaforme digitali “Rock and Resilienza”, quinto libro di Paola Maugeri, edito da Mondadori Electa. In questo nuovo lavoro - presentato l’11 marzo scorso a “Tempo di Libri” - la conduttrice e giornalista catanese (50 anni il 4 marzo scorso) racconta i grandi della musica, da Bono Vox a Roger Waters dei Pink Floyd, da un punto di vista inedito, presentandoli al lettore non come idoli irraggiungibili, ma come persone che grazie alla propria arte hanno superato esperienze negative e trasformato il dolore in energia positiva, applicando quella “resilienza” che, come disse una volta Patty Smith all’autrice, è insita in ognuno di noi. Abbiamo raggiunto la Maugeri per discutere su questi ed altri contenuti.

Interessante l’idea di raccontare i grandi della musica da un punto di vista umano, lontano dai riflettori della loro popolarità. Come è nata?

“L’idea è nata probabilmente da ciò che considero una caratteristica della mia personalità, ossia l’interesse a comprendere dove risieda la persona al di là del personaggio esteriore. Oggi tutti più o meno siamo 'personaggio' senza essere una rockstar, ma dietro c’è altro, c’è un aspetto di persona che mostriamo nella nostra intimità o con chi ci rapportiamo da vicino. Per me è stato molto interessante scoprire l’elemento umano dietro la rockstar. Ho avuto tanti contatti per questo lavoro che mi hanno consentito non solo di scrivere, ma anche di sentirmi più forte nella vita. Per cui c’è stato uno scambio nato da un confronto significativo con ognuno dei protagonisti”.


Paola Maugeri con Roger Waters

La resilienza è un concetto di matrice psicologica, ma tu ne parli citando Patty Smith…

“Sì. Infatti quando la incontrai mi disse che la resilienza è una qualità insita in ogni essere umano e di cui dovremmo ricordarci nei momenti più bui nella nostra vita, una risorsa cui poter attingere. Lei ne parla moltissimo, essendo una grande resiliente, ma è un termine che inizialmente veniva usato nella metallurgia per  poi essere adottato con le dovute commutazioni nelle scienze sociali. Oggi se ne parla tanto in psicologia riguardo la possibilità di trarre spunti di crescita dalle nostre esperienze negative, anche le peggiori. In America è un termine presente da tanti anni, ma in Italia è stato adottato solo di recente”.

In che modo la musica può essere taumaturgica? Quali aspetti problematici del nostro vissuto può in qualche modo guarire?

“Credo tutti. Artisti come Roger Waters dei Pink Floyd piuttosto che David Byrne dei Talking Heads con la musica hanno curato incomunicabilità, bassa autostima e infanzie infelici. Ogni negatività che possiamo incontrare nella vita può essere guarita dalla musica. Ovviamente è una cura poetica. Torquato Tasso diceva “la musica è il mezzo attraverso il quale possiamo tornare a Dio”. E’ un’arte che ci eleva, dipende da cosa vogliamo farne, se essere ascoltatori passivi o renderla uno sprone per vivere la vita che desideriamo”.

Questo dell’ascolto è un altro argomento trattato nel libro. Oggi la musica viene consumata velocemente e superficialmente attraverso i nuovi supporti. Come potremmo tornare ad una fruizione più attenta e profonda?

“Attraverso la concentrazione.  Dovremmo stare zitti, ascoltare di più e soprattutto scegliere la musica, perché se è dappertutto perde di valore. Ormai la sentiamo ovunque, negli aerei e in autogrill come nei centri commerciali.  Nel momento in cui “scegliamo” di ascoltarla anziché di sentirla semplicemente le cose cambiano”.

Il libro smentisce anche il classico stereotipo dell’artista “Sesso, droga e rock & roll”…

“E’ un mito vecchio e desueto che non ha più ragione di esistere. Quelli erano anni in cui la sperimentazione era legata al consumo di alcune sostanze stupefacenti,  ma oggi non è così e molte rockstar hanno capito che se vogliono continuare a muoversi sul palco ed essere in forma devono avere cura di sé. Adesso musicisti come Mick Jagger, a 74 anni, sono controllati da medici e allenatori con diete a base di verdure e acqua, altrimenti non potrebbero reggere. Credo sia un punto di vista interessante”.

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