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Il paese migliora, ma il Sud resta dietro

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Il paese migliora, ma il Sud resta dietro

In Italia 7,3 milioni di persone vivono in condizioni di grave deprivazione, forte disagio economico. Così l'Istat nel rapporto 'Noi Italia' su dati del 2016. I picchi in alcune Regioni del Sud, come Sicilia (26,1%) e Campania (25,9%). Il valore del Mezzogiorno (21,2%, pari a quasi 4,5 milioni di persone) è quasi il triplo di quello del Centro-Nord (7,3%, poco meno di 3 milioni). In media nel Mezzogiorno si vive un anno di meno: Trento (il valore più alto) stacca la Campania (più basso) di tre anni. Secondo l'Istat, il Paese sta migliorando, ma il Sud resta dietro. Nel Mezzogiorno più poveri, ma l'intensità della povertà assoluta è più accentuata al Centro Nord.

Tra il 2015 e il 2016 la quota delle famiglie che vanno avanti sotto la soglia della povertà è rimasta "sostanzialmente stabile", confermando inoltre "il forte svantaggio del Mezzogiorno". Lo rileva l'Istat nel rapporto 'Noi Italia'. Se però si guarda all'intensità del fenomeno, ovvero a 'quanto poveri sono i poveri', allora si riscontra un aumento: dal 18,7% del 2015 al 20,7% del 2016. E, cosa che può apparire come una sorpresa, l'intensità della povertà assoluta è più accentuata al Centro Nord (dal 18,0% al 20,8%) che nel Mezzogiorno (dal 19,9% al 20,5%). Sul fronte occupazione il Sud si colloca all'"ultima posizione nella graduatoria dell'Ue", nel confronto tra macro-aree italiane e Paesi Ue. Ma ci sono anche le "eccellenze agroalimentari" e "il buon andamento" degli aspetti legati alla salute.

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