Domenica, 26 Gennaio 2020
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La Lifeline a Malta

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La Lifeline a Malta

Finita l'odissea della Lifeline, rimasta per otto giorni in mare aperto. Gli ultimi due a 25 miglia dalla costa maltese, con mare forza 5 e vento a 40 nodi. Il via libera all'attracco è arrivato nelle prime ore del pomeriggio. Scortata da una nave della marina militare, la carretta dei disperati ha fatto rotta verso la Valletta a 3 nodi, praticamente a passo d'uomo, ed ha impiegato oltre sei ore per raggiungere l'ingresso del porto, un'altra mezz'ora per completare l'ormeggio al molo 'Boilers Wharf' di Senglea. La nave blu ha poi issato la bandiera gialla, quella dell'emergenza medica, che diventa anche il simbolo della resa. E mentre il sole tramonta e dalla capitale della Cultura arrivano le note di un party, la Lifeline va incontro al suo destino. Sul molo l'attendono medici in tuta bianca, decine di poliziotti, ambulanze, sei pullman della polizia ed uno sparuto gruppo di 'Patrioti maltesi' che issa lo striscione 'Stop human trafficking'. Le operazioni si concludono poco dopo le 21. Lo stallo si era sbloccato all'ora di pranzo, quando il premier Joseph Muscat ha annunciato l'accordo ad hoc tra otto paesi per distribuirsi i 234 migranti raccolti la settimana scorsa al largo della Libia. Francia e Italia hanno detto sì, assieme a Portogallo, Irlanda, Lussemburgo, Belgio e Olanda. La Germania no, anche se è verosimile che la 'carriera' della Lifeline sia finita qui.

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