Giovedì, 24 Giugno 2021
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Assegno unico dal 2022, misura “ponte” da luglio 2021. Come funziona e gli importi: fino a 217 euro a figlio

Non scatterà dal 1° luglio ma nel 2022 l’assegno unico universale per i figli under 21. L’approvazione della legge delega 41/2021 è arrivata troppo tardi e ora c’è poco tempo a disposizione per avviare entro quella data la più grande riforma delle misure a sostegno delle famiglie con figli. Lo ha confermato anche la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, spiegando che la misura è «in fase di costruzione» e che per non deludere le aspettative delle famiglie «l’idea è di partire comunque da luglio» ma con «una misura ponte». In sostanza, un assegno semplificato rispetto a quello che verrà introdotto a partire dal 2022: con importi minori rispetto all’assegno da 250 euro massimi di cui si era parlato finora (nella bozza c'è scritto che si andrà da un minimo di 30 euro a un massimo di 217,8 euro al mese per ciascun figlio) e calcolato sulle condizioni reddituali delle famiglie. Vediamo allora quali sono le ipotesi sul tavolo per coprire la seconda metà dell’anno che partirà, appunto dal 1° luglio, e come sarà invece il nuovo assegno unico la cui inaugurazione slitta dunque al prossimo anno.

Il calcolo dell'assegno unico attraverso l'ISEE

A quanto si legge in una bozza, ne avranno diritto i nuclei fino a 50mila euro di Isee. Le famiglie con Isee fino a 7000 euro avranno 217,8 euro a figlio se hanno almeno 3 figli; 50 euro in più sono previsti per ciascun figlio disabile. Potrà accedervi chi paghi le tasse in Italia e sia qui residente da almeno 2 anni: sono ammessi cittadini italiani e Ue e titolari di permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca almeno semestrale.

L’assegno unico universale quindi vedrà la luce nel 2022 e concentrerà in un’unica soluzione i vari aiuti già esistenti per le famiglie che, tra bonus e detrazioni, negli anni hanno disperso le risorse in troppi rivoli. L’assegno «ponte» di cui ha parlato la ministra Bonetti con ogni probabilità non cancellerà le vecchie misure a sostegno delle famiglie con figli, che verranno assorbite dall’assegno unico a partire dal prossimo anno. Dunque, per quest’anno resteranno le detrazioni fiscali per i figli a carico, così come rimarranno attive fino al 31 dicembre almeno anche le vecchie misure a sostegno dei genitori , come il bonus bebé e il premio alla nascita.

Mario Draghi: assegno unico epocale, prossimo anno esteso a tutti

«Al sostegno economico delle famiglie con figli è dedicato l’assegno unico universale. Da luglio la misura entrerà in vigore per i lavoratori autonomi e i disoccupati, che oggi non hanno accesso agli assegni familiari. Nel 2022, la estenderemo a tutti gli altri lavoratori, che nell’immediato vedranno un aumento degli assegni esistenti». Lo dice Mario Draghi agli Stati generali della natalità. «Le risorse ammontano a oltre 21 miliardi, di cui almeno sei aggiuntivi rispetto agli attuali strumenti per le famiglie. L'assegno unico ci sarà anche negli anni a venire, è una di quelle misure epocali su cui non ci si ripensa l’anno dopo».

A chi spetta il contributo?

L’assegno unico che debutterà nel 2022 (ma questo dovrebbe valere anche per l’assegno ponte) è rivolto a tutti i cittadini italiani, a quelli dell’Unione europea e agli extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, di lavoro o di ricerca, residenti in Italia da almeno due anni anche non continuativi e, ovviamente, con figli a carico (dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età). Il nuovo assegno, sotto forma di credito d’imposta o di denaro, non è solo per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati: nella misura rientrano, infatti, anche gli autonomi, i liberi professionisti e i disoccupati. I beneficiari devono essere soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia , dove devono risiedere, con i figli a carico, per l’intera durata dell’assegno. L’assegno è riconosciuto ad entrambi i genitori, tra i quali viene ripartito in egual misura. In loro assenza, spetta a chi esercita la responsabilità genitoriale. In caso di separazione o divorzio, l’assegno viene generalmente erogato al genitore affidatario, mentre se l’affidamento è congiunto o condiviso, l’assegno è ripartito tra i genitori.

 

 

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