
L’educazione affettiva e sessuale emerge come tema cruciale per il benessere emotivo e lo sviluppo relazionale dei giovani, ma in Italia il dibattito è segnato da iniziative locali promettenti e da scelte politiche controverse. L’Istituto Comprensivo Spezzano Sila-Celico-Rovito (CS) ha realizzato un progetto innovativo di educazione affettiva denominato “Alfabetizzazione Emotiva”, coinvolgendo oltre 30 studenti di terza media. L'iniziativa mira a sviluppare competenze emotive e relazionali in un contesto educativo integrato, rispondendo alle crescenti sfide legate alla salute mentale e al benessere giovanile. Il progetto, fortemente voluto dai docenti Lidia Chiodo e Francesco Lecce, sostenuto dalla dirigente scolastica Samantha Filizola e condotto con esperti come la Dott.ssa Patrizia Nicotera (centro Antiviolenza dell’Asp di Cosenza), ha dimostrato negli ultimi due anni l'importanza di affrontare temi come la gestione delle emozioni e le relazioni in modo strutturato. Alla base c'è la necessità di contrastare fenomeni preoccupanti come l’accesso precoce alla pornografia, che rischia di distorcere l’immaginario relazionale e sessuale dei giovani. Il progetto è stato accolto positivamente da studenti e famiglie, dimostrando che interventi mirati possono incidere significativamente sulla crescita personale e sullo sviluppo culturale. Il progetto inoltre ha ricevuto il plauso delle istituzioni locali, consolidandosi come un modello da replicare. Parallelamente in questi giorni, a livello nazionale si è accesa una polemica sull’utilizzo di 500mila euro stanziati nella legge di bilancio per l’educazione sessuale e affettiva. Un emendamento proposto da Riccardo Magi (+Europa) è stato svuotato del suo scopo originale a seguito delle pressioni della lobby anti-diritti Pro-Vita & Famiglia. I fondi saranno ora impiegati per formare gli insegnanti sulla “prevenzione dell'infertilità”, una scelta che ignora la centralità dell’educazione affettiva per prevenire violenza di genere e disparità. I due casi mettono in luce un contrasto evidente: da un lato, esperienze locali come quella dell’Istituto Comprensivo Spezzano Sila-Celico-Rovito dimostrano il valore di un’educazione affettiva integrata; dall’altro, decisioni politiche nazionali dettate da arretratezza culturale e sessuofobica del governo, sembrano ostacolare questo approccio, privilegiando temi come l’infertilità che sono scollegati dalle reali esigenze formative dei giovani. Investire sull’educazione affettiva non significa solo prevenire abusi o discriminazioni, ma gettare le basi per una crescita consapevole e relazioni più sane, ponendo il benessere emotivo dei ragazzi al centro delle politiche educative.
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