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Villafranca, le scelte sul Parco degli Ulivi: l’interrogazione e la risposta

L’opposizione chiede lumi al sindaco sulla mancata cessione. Cavallaro: verifiche in corso, riferirò in Consiglio

Il Parco degli Ulivi tra polemiche e futuro incerto. Il gruppo di opposizione “Vivere Villafranca 2.0” ha presentato un'interrogazione al sindaco Cavallaro per conoscere il motivo per il quale non è stato ancora sottoscritto il rogito notarile, che avrebbe dovuto sancire la cessione bonaria della struttura Parco degli Ulivi dal gestore (la società Pineta Sport Management) al Comune di Villafranca.
«Dal 2023 ad oggi – scrivono i consiglieri Bonanno, Lamberto, Micali e Ramuglia – sono state fatte scelte fortemente discutibili, costantemente aggravate da aspri rimproveri a chiunque si fosse permesso di mettere in dubbio la bontà dell’operazione. Dopo aver presentato l’istanza di fallimento nei confronti de “La Pineta”, il Comune di Villafranca ha ritirato quanto avanzato, sull’errato presupposto che l’approvazione della transazione avrebbe regolarizzato la situazione, per effetto della cessione dell’intero compendio finalizzata alla vendita della struttura complessiva ed il correlato ripianamento del debito, soprattutto nei confronti del Credito Sportivo. Dopo due anni, tante polemiche e altrettante critiche – continuano i consiglieri di minoranza – soprattutto nei confronti del presidente del consiglio comunale, Ramuglia, per aver lievemente ritardato l’iscrizione all’ordine del giorno della proposta transattiva, allo stato attuale, purtroppo, nessun risultato minimamente positivo per l’Ente s’intravede all’orizzonte, anzi, sembrerebbe che alla fine questa cessione non avverrà più, per motivi che sia il nostro gruppo che il consigliere indipendente Mario Russo avevano già evidenziato durante il Consiglio in cui la nuova maggioranza (supportata da Sud chiama Nord) ha deciso di approvare la transazione».
Sul caso l'Amministrazione riferisce che «non ha ritenuto, unitamente ai legali, sufficienti le informazioni e visure prodotte dalla controparte al fine della stipula del contratto di "cessio bonorum" ai fini della successiva vendita del bene. Perciò nell’interesse esclusivo e totale per l’Ente si stanno approfondendo tali condizioni. Parallelamente vi sono motivi per ritenere che si possa anche addivenire ad un accordo migliorativo – aggiunge – Sarà cura del sindaco, appena ultimate queste delicate fasi conclusive, di riferire immediatamente al Consiglio comunale. Come pubblicamente dichiarato, diversamente dal passato, non si possono commettere errori. Per cui, si sta procedendo con la massima prudenza ed attenzione, quella che purtroppo abbiamo reclamato mancante all’atto della stipula della convenzione.
Oggi nell’interesse di tutti, non sono 20 giorni o 30 di ritardo a preoccupare, piuttosto deve apprezzarsi che l’Amministrazione non voglia a tutti i costi incassare risultati politici a danno della collettività. Saremo molto espliciti e analitici nelle sedi opportune appena concluse le verifiche chieste».

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