
Le prime due puntate di «Costanza» hanno già acceso gli schermi di RaiUno, trascinando gli spettatori nel vortice emotivo di Flora, la bambina dagli occhi luminosi e dal cuore ferito per l’assenza di un padre. A darle vita è Elena Sophia Senise, 9 anni, attrice cosentina con un talento che sembra uscito da una favola moderna.
Nata a Castrovillari, in provincia di Cosenza, e cresciuta a Roma fin dalla tenera età, Elena Sophia ha trasformato lenzuoli in toghe da poeta e cortili in palcoscenici, preludio di un destino già scritto. «È nata per fare l’attrice», le dissero a cinque anni, in un’aula di recitazione dove studiava con la serietà di un’adulta. Mentre le coetanee inseguivano i turni alle altalene, lei sognava i set cinematografici di Cinecittà: tra un provino e una lezione di pianoforte, imparava a memoria le battute dei classici, con lo sguardo fisso sui miti del cinema italiano. Quel giubbotto di pelle con la scritta «Troppo Forte», omaggio a Carlo Verdone, è diventato il suo talismano: un simbolo di coraggio, proprio come i personaggi che interpreta.
La fiction «Costanza», diretta da Fabrizio Costa e tratta dai romanzi della messinese Alessia Gazzola, è l’ultima tappa di una carriera che brucia le tappe. Accanto a Miriam Dalmazio e Kaspar Capparoni, Elena Sophia dipana le fragilità di Flora con una profondità che ha già commosso il pubblico. «Mi preparo immaginando cosa proverei se mancasse mio papà», sussurra in un’intervista, rivelando un’empatia fuori dall’ordinario. Prima di Flora, c’è stata Camilla in «Lea - I Nostri Figli», bambina in lotta tra ospedali e speranze, e Maya in «Pesci Piccoli 2», dove ha sfidato l’ironia dei The Jackal. Poi il Premio Moige con «Crazy Baby Playground», sit-com che ha trasformato in un manifesto di creatività per i più piccoli. E ancora, il set con Alessandro Gassman per «I Casi dell’Avvocato Guerrieri», dove il suo sguardo ha rubato la scena a un grande figlio d’arte. E mentre Rai1 manda in onda le sue lacrime e i suoi sorrisi, Elena Sophia, tra un ciak e un compito di scuola, sogna colonne sonore da suonare al piano e nuovi copioni da divorare.
La sua storia è solo all’inizio, ma ogni puntata di «Costanza» è un capitolo della sua vita professionale: quella di una ragazzina che ha scelto le luci del set invece delle luci delle giostre.

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