Venerdì, 07 Ottobre 2022
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MOSTRA DEL CINEMA

Non è omosex, è amore. “Il signore delle formiche”, il film manifesto di Amelio a Venezia

Racconta un caso giudiziario clamoroso. Ma ci parla anche della nostra attualità, e dei diritti in pericolo

Dopo la bolgia di lunedì, il settimo giorno di Venezia 79 è tornato alla routine festivaliera con anteprime, tappeto rosso, conferenze stampa. Il film del giorno è IL SIGNORE DELLE FORMICHE di Gianni Amelio, quarto dei cinque registi italiani in gara per il Leone d’oro, con Luigi Lo Cascio, Elio Germano, l’esordiente Leonardo Maltese, Sara Serraiocco. Walter Hill, il cineasta dei Guerrieri della notte e di 48 ore, col nuovo film, l’applaudito western al femminile DEAD FOR A DOLLAR con Willem Dafoe e Christoph Waltz, fuori concorso, è la passione cinefila di giornata. Non a caso programmato nel giorno in cui a Venezia Classici è passato il docu su SERGIO LEONE - L’ITALIANO CHE INVENTÒ L’AMERICA di Francesco Zippel, accompagnato dai figli del regista, Francesca, Raffaella e Andrea.

Per il concorso, oltre al nostro Amelio è stato il giorno del mistery drama THE ETERNAL DAUGHTER in cui la regista inglese di The Souvenir, Joanna Hogg, offre alla camaleontica Tilda Swinton, affidandole tutto il film, la parte della figlia e quella della madre, l’opportunità per una vera e propria «performance, quasi una improvvisazione, senza sceneggiatura e con pochi dialoghi», con al centro l’elaborazione del lutto. Un film di fantasmi e memorie, in cui la presenza materna è evocata giusto il tempo per lasciarla andare.

Con «Il signore delle formiche», in sala con 01 da domani, si parla del 68, dei diritti civili, della società che considerava invertiti da curare gli omosessuali, «una grandissima storia d’amore» ha detto il regista. Aldo Braibanti, poeta, drammaturgo, scrittore, artista, viene condannato a 9 anni con l’accusa di plagio, dove plagio sta per storia omosessuale (che non era un reato però) con un giovane studente cui furono praticati l’elettroshock e le cure in ospedale psichiatrico per volere della famiglia. Lo studente “plagiato”, l’esordiente Leonardo Maltese, si chiama Ettore, non il vero nome del fidanzato con cui Braibanti andò a vivere a Roma. «È una scelta – ha spiegato all’Ansa Amelio – perché la sua famiglia vuole essere un simbolo di allora, la madre non è un mostro, per lei l’elettroshock è guarigione, vive all’interno di quella società, non voglio giustificarla ma voglio capirla per il suo tempo». Elio Germano è Ennio, un giovane giornalista dell’Unità che vuole raccontare il processo senza censure, costi quel che costi, in un’epoca in cui il Pci era un partito decisamente bigotto in tema di relazioni personali. «Sulle libertà individuali il Pci è stato sorpassato a sinistra e continua ad esserlo anche oggi, quel che rimane di quel partito è distante da certe questioni, le persone sono più mature dei propri rappresentanti politici. Gli italiani, secondo i numeri dei sondaggi, erano ad esempio contrari all’invio delle armi per la guerra in Ucraina - osserva Elio Germano - ma non avevano una rappresentanza politica su questo, un fatto grave per la democrazia».

La storia del film riporta indietro nel tempo, togliendo dall’oblio un caso clamoroso (c’è Emma Bonino in una immagine del film a ricordare l’impegno dei radicali), la persecuzione di un intellettuale e del suo compagno per motivi sessuali. Incredibilmente ci sembra tutto molto vicino. «In campagna elettorale una candidata - Giorgia Meloni ndr - ha detto accontentatevi delle unioni civili, peccato che – prosegue il regista – lo stesso giorno sia girato il video di una donna che chiamava la polizia per aver visto due omosessuali baciarsi, e non parliamo di quello che ancora oggi succede in ambito scolastico. Ancora oggi l’omosessualità è considerata devianza che può turbare i bambini, purtroppo la mentalità è confondere omosessualità con pedofilia che è il peggiore dei crimini possibili mentre omosessualità è amore. Io spero tanto che “Il signore delle formiche” dia coraggio a chi non può averlo, vorrei fosse un film ottimista nonostante parli di una delle pagine più scure della giustizia italiana», ha concluso Amelio che ha svelato di «aver vissuto sul set una storia d’amore molto tormentata».

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