Sabato, 20 Ottobre 2018
CUNEO

Donna morta in casa è stata soffocata, marito arrestato

Arturo Moramarco, Roberta Perosino, soffocata, Sicilia, Cronaca
carabinieri

Non è stato un malore ad uccidere, lo scorso 26 giugno, la 53enne Roberta Perosino. Trovata morta nella sua abitazione, messa sottosopra per simulare un tentativo di furto, è stata soffocata dal marito che stava per lasciare perché ludopatico. Lo hanno scoperto i carabinieri della Compagnia di Alba e del Nucleo Investigativo di Cuneo che, dopo un mese di indagini, hanno arrestato Arturo Moramarco, macellaio 58enne in pensione.

Era stato lo stesso marito la mattina del 26 giugno, un martedì, a chiamare il 112 per segnalare di avere trovato morta la moglie, operaia alla Ferrero di Alba. La casa, un appartamento al piano terra in via Castello, era in disordine, come se qualcuno avesse frugato in cerca di soldi e preziosi.

Ed infatti la prima ipotesi degli investigatori, sostenuta dalle risultanze dell'autopsia, è stata quella di una morte naturale, un malore improvviso per lo spavento di essersi trovata dei ladri di fronte.

Porte e finestre erano aperte e non c'erano segni di effrazione. Il marito aveva sostenuto di essere uscito per alcune commissioni, la mattina presto, e di averla trovata già morta al suo rientro. Il racconto presentava però numerose contraddizioni, senza contare che gli orari non coincidevano con le riprese delle telecamere di sicurezza della zona.

Così i carabinieri, coordinati da pm Simona Macciò di Asti, hanno deciso di vederci chiaro. La svolta è arrivata con l'esame dei movimenti bancari della coppia.

In pensione da marzo, Moramarco aveva fatto una serie di prelievi anomali.
In quattro mesi, l'uomo aveva prelevato circa 20 mila euro.

Soldi bruciati alle slot machine per colpa di una grave ludopatia non curata. A confermare i sospetti dei militari dell'Arma anche un biglietto della donna, indirizzato al marito: "Non cercarmi da nessuna parte, non so quando torno e se tornerò", la frase scritta probabilmente in un momento di rabbia.

Devono essere state proprio queste parole a far scattare la violenza nell'uomo, che si è sentito perso e ha soffocato la compagna. "Ho perso la testa", ha detto al Gip, Giorgio Marando, ammettendo di averla uccisa, di avere spostato il cadavere dalla camera da letto al salotto e di avere poi simulato il furto.

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