Giovedì, 28 Ottobre 2021
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GENOVA

Crollo ponte: scavi in due punti per trovare dispersi

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Crollo ponte: scavi in due punti per trovare dispersi

Non si ferma la ricerca dei dispersi
sepolti sotto le macerie del ponte Morandi di Genova.
Per la terza notte consecutiva, i vigili del fuoco hanno
lavorato con ruspe e martelli pneumatici per cercare di aprirsi
un varco tra gli enormi blocchi di cemento. Due sono i punti su
cui si stanno concentrando le ricerche delle persone che ancora
mancano all'appello: il basamento del pilone crollato,
all'altezza dell'argine sinistro del Polcevera, e il blocco di
ponte lungo una ventina di metri precipitato dopo essersi
cappottato sulla ferrovia. È lì che i vigili pensano possano
trovarsi i dispersi, secondo le ultime verifiche poco più di una
decina.
Intanto il lavoro dei mezzi pesanti nel greto del Polcevera
ha prodotto un altro risultato: uno dei simboli di questa
tragedia, l'enorme blocco di cemento piantato in mezzo al
torrente come un monolite, è stato abbattuto nella notte. Ora la
priorità, dopo aver trovato le persone che ancora risultano
disperse, è quella di cominciare a portare via le macerie dal
Polcevera, prima che arrivi la pioggia.
Terminate, invece, le ricerche sull'argine destro del
torrente, quello dove c'è il deposito Amiu. Su quel lato sono in
corso le bonifiche e stamattina si è sviluppato un piccolo
incendio, subito messo sotto controllo dai vigili del fuoco che
stavano operando. A provocarlo, probabilmente, le scintille
provocate per tagliare i tondini d'acciaio.

"Stiamo lavorando con gli avvocati e
di sicuro va rivisto tutto il sistema delle concessioni, c'è chi
ha fatto soldi a palate e mentre registra a bilancio miliardi di
utile rivede al ribasso le cifre per la sicurezza. Ma non è
questo il momento di parlare di rescissioni di convezioni o di
contratti, faremo il punto nel governo la settimana prossima,
prima vediamo cosa succede". Lo dice, in un colloquio con il
Corriere della Sera, il vicepremier Matteo Salvini sulla
proposta di revocare la concessione ad Autostrade dopo il crollo
di Genova
Ci sono di mezzo, spiega, "almeno alcune decine di milioni di
euro che mi auguro nelle prossime ore vengano messe a
disposizione dalla società per le vittime, per la ricostruzione,
per la messa in sicurezza. Questo è il punto di partenza". E
prima di parlare di una eventuale rescissione, "facciamo una
verifica su quanti miliardi sono disposti a investire non nei
prossimi anni, come da programmi che a questo punto appaiono
chiaramente obsoleti, ma nei prossimi mesi". "Non mi interessa a
questo punto dire da chi sono state prese" le decisioni, "se da
Renzi o da Prodi, non è questo il problema al momento, bisogna
occuparsi della messa in sicurezza delle infrastrutture del
Paese": c'è da capire se "le società concessionarie sono
disposte a cambiare paradigma" su richiesta del governo, e "a
investire immediatamente, con anni di anticipo sui piani
programmati". "Mi attendo - conclude - che nelle prossime ore,
ci sia un massiccio impegno finanziario sulla città di Genova e
che nei prossimi giorni si accetti di ridiscutere di tutti gli
investimenti programmati".

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