Giovedì, 16 Settembre 2021
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LA PROCEDURA

Allerta meteo, come funziona la macchina della Protezione civile

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Allagamenti, scuole chiuse, disagi e pericoli. Le continue “Allerta meteo” che vengono diramate dalla Protezione civile sono spesso poco comprensibili ai cittadini che, sempre più spesso, vengono travolti da post sui social o messaggi in chat soprattutto per le notizie riguardanti le scuole.

Proviamo a far un po’ di chiarezza sul meccanismo che muove l’intera macchina, nel caso in cui siano previsti rischi per fenomeni meteorologici di particolare intensità.

Intanto è importante sottolineare una cosa: allerta meteo non necessariamente fa rima con pioggia. Quante volte abbiamo sentito dire: “C’era l’allerta ma non ha piovuto”. Questo perché l’allerta riguarda previsioni di rischio nei luoghi in cui possono accadere gli eventi, a prescindere dal fatto che ci sia o meno un temporale.

“Può piovere tantissimo a Torino - spiega il dirigente generale della Protezione civile di Sicilia, Calogero Foti - ma il fiume può straripare a 200 chilometri di distanza. L’allerta riguarderà allora quel comune, anche se lì non sarà caduta una goccia”.

Andiamo in ordine. Sulla base di un protocollo e delle indicazioni meteo viene emanato un avviso che può essere idraulico, nel caso di possibili allagamenti, o idrogeologico, in caso di possibili frane. “Diramata l’allerta - spiega ancora l’ingegnere Foti - ciascun comune dovrebbe attivarsi in base al proprio piano di Protezione civile e in base al codice di riferimento legato alla gravità dell’evento”.

A volte, però, accade che il comune non abbia un piano di Protezione civile così dettagliato come invece servirebbe. “Non ha senso chiudere una scuola in una zona della città non soggetta ad allagamenti - aggiunge Foti - la chiusura va bene lì dove normalmente si creano situazioni di pericolo”.

E qui entra in gioco la macchina strutturale delle amministrazioni, che dovrebbero investire sulle infrastrutture e individuare tutti i fattori di rischio dettagliatamente per prevenire danni sia alle cose che alle persone. “Spesso ci scambiano per un organismo che agisce sulle strutture colpite da un evento catastrofico. Il nostro ruolo - chiosa Foti - è invece preventivo e i nostri investimenti devono essere finalizzati a rendere le previsioni di rischio sempre più affidabili”.

Non stupitevi, dunque, se a un’allerta che gira sui social, corrisponda, il giorno seguente, una giornata di sole.

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