Martedì, 20 Novembre 2018
LA TRAGEDIA

Ingoia una pallina di gomma colorata mentre gioca, muore bambino di un anno a Novara

Una pallina di gomma colorata è costata la vita ad un bambino di appena un anno, morto soffocato dopo alcune ore di agonia all’ospedale di Novara. L’allarme era scattato ieri sera quando i genitori si sono accorti che l’aveva ingoiata e non riusciva a respirare. I tentativi disperati del padre di liberare il figlio dalla piccola sfera sono stati tutti inutili.

Il 118, al suo arrivo, è riuscito a disostruire le vie respiratorie ma le condizioni del bimbo - rimasto a lungo senza respirare - sono apparse da subito molto gravi. «Una disgrazia terribile», commenta Michela Leoni, sindaca di Momo, il paese della provincia di Novara in cui si è consumata la tragedia. La procura ha aperto un’inchiesta e potrebbe disporre l’autopsia. «E' un atto dovuto - spiega il procuratore di Novara, Marilinda Mineccia - Si tratta di capire cosa sia successo con esattezza».

Il decesso del bambino è sopraggiunto nella tarda mattinata di oggi nel reparto di Rianimazione, dove era ricoverato dalla tarda serata di ieri. «La notizia si è sparsa subito in paese - dice la prima cittadina di Momo - e ci ha lasciato sconvolti. Si tratta di una famiglia molto nota, siamo tutti colpiti. Non è possibile morire così ad appena un anno».

Eppure, i casi come quello di Momo «sono tutt'altro che rari - spiega il professor Francesco Della Corte, direttore della Struttura complessa di rianimazione dell’ospedale di Novara - Bastano pochi minuti in cui manca l’afflusso di ossigeno al cervello perché la situazione diventi irrecuperabile». E’ accaduto la scorsa settimana a Alessandro Caligaris, noto street artist e fumettista di 37 anni morto all’ospedale Molinette di Torino dopo essersi soffocato con un boccone di carne, mentre era al ristorante con la fidanzata. Un destino analogo a quello di Massimiliano Pirazzo, 50 anni, ex comandante della polizia municipale di Brandizzo (Torino) morto soffocato mentre si trovava al ristorante. «In quei momenti - sottolinea il professor Della Corte - è difficile mantenere la calma e si tenta di tutto. Purtroppo sarebbe necessario conoscere le manovre da fare: se si tratta di un bambino piccolo, occorre girarlo a testa in giù e battere forte sul dorso; se si tratta di un adulto c'è la cosiddetta manovra di Heimlich, ovvero una forte compressione appena al di sotto del diaframma».

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