Martedì, 11 Dicembre 2018
L'OPERAZIONE

La mafia sulle scommesse on line, sequestro da un miliardo e 46 arresti fra Sicilia e Calabria

Le mafie si sono spartite e controllano il mercato della raccolta illecita delle scommesse on line. E' quanto emerso al termine di tre diverse indagini delle procure di Bari, Reggio Calabria e Catania, coordinate dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo che hanno portato all'arresto di 68 persone e al sequestro di beni in Italia e all'estero per oltre un miliardo.

Il volume delle giocate, riguardanti eventi sportivi e non, scoperto dagli investigatori di Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, è superiore ai 4,5 miliardi.

I destinatari dei provvedimenti cautelari sono tutti importanti esponenti della criminalità organizzata pugliese, reggina e catanese, oltre a diversi imprenditori e prestanome. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall’associazione mafiosa al trasferimento fraudolento di valori, dal riciclaggio all’autoriclaggio, dall’illecita raccolta di scommesse on line alla fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni.

Dalle indagini è emerso che i gruppi criminali si erano spartiti e controllavano, con modalità mafiose, il mercato delle scommesse clandestine on line attraverso diverse piattaforme gestite dalle stesse organizzazioni. Il denaro accumulato illegalmente, il cui percorso è stato monitorato dalla Guardia di Finanza, veniva poi reinvestito in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all’estero intestati a persone, fondazioni e società, tutte ovviamente schermate grazie alla complicità di diversi prestanome.

E proprio per rintracciare il patrimonio accumulato ed effettuare i sequestri è stata fondamentale la collaborazione di Eurojust e delle autorità giudiziarie di Austria, Svizzera, Regno Unito, Isola di Man, Paesi Bassi, Curacao, Serbia, Albania, Spagna e Malta.

Le nuove mafie hanno bisogno di "quelli che cliccano, che movimentano" i soldi facendoli transitare da un Paese all’altro senza lasciar traccia delle transazioni online, non di quelli che fanno "bam bam", cioè di quelli che sparano.

A confermare il cambio di mentalità delle organizzazioni criminali è uno degli indagati, intercettato dalla Guardia di Finanza mentre spiega quale sia la strategia giusta da attuare.

"Io cerco i nuovi adepti nelle migliori università mondiali - lo sentono dire i finanzieri - e tu vai ancora alla ricerca di quattro scemi in mezzo alla strada vanno a fare così: 'bam bam!'" "Io invece - aggiunge l’uomo - cerco quelli che fanno così: 'pin pin!!'. che cliccano, quelli che cliccano e movimentano. E’ tutta una questione di indice, capito?".

Diciotto persone sottoposte a fermo e beni sequestrati per un valore di 723 milioni di euro è il risultato dell'operazione condotta in Calabria, denominata "Galassia". Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, abusivo esercizio dei giochi e delle scommesse, omessa dichiarazione di ricavi per 3,2 miliardi di euro, truffa aggravata ai danni dello Stato per oltre 60 milioni di euro. Coinvolti nell'inchiesta coordinata dalla Dda reggina guidata da Giovanni Bombardieri anche i noti bookmaker esteri operanti nel settore dei giochi e delle scommesse sul territorio nazionale con i marchi "Planetwin365" (fino al 2017), "Betaland" ed "Enjoybet".

Sequestrato dell'intero profitto dell'organizzazione, quello di 23 società estere, 15 imprese operanti sul territorio nazionale, 33 siti web nazionali e internazionali, 24 immobili, numerosi automezzi e conti correnti italiani ed esteri, nonché di innumerevoli quote societarie.

Le indagini, originariamente condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Finanza di Reggio e coordinate da Bombardieri, hanno accertato l'esistenza di una pluralità di associazioni per delinquere operanti sul territorio nazionale nel settore della raccolta del gioco e delle scommesse con i marchi "Planetwin365" (fino al 2017), "Betaland" ed "Enjoybet" (con condotta tuttora perdurante) le quali, in un rapporto di dare-avere con la 'ndrangheta, da un lato consentivano a quest'ultima di infiltrarsi nella propria rete commerciale e di riciclare gli imponenti proventi illeciti, dall'altro traevano esse stesse un significativo supporto per l'ampliamento della propria rete commerciale e per la distribuzione capillare del proprio marchio sul territorio.

Sono 28 le persone fermate, su disposizione della Procura distrettuale di Catania, nell’ambito dell’inchiesta su mafie e scommesse illecite on line, coordinata dalla Dna. Tra loro vi sono esponenti dei clan Cappello e Santapaola-Ercolano. I provvedimenti sono stati eseguiti da personale di Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Carabinieri
del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Catania e del Ros. Contestualmente sono stati sequestrati preventivamente in via d’urgenza beni per circa 70 milioni di euro, in Italia e all’estero, e 46 agenzie di scommesse e internet point nelle province di Catania, Messina, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa.

Le indagini si sono avvalse anche del contributo di un collaboratore di giustizia che, grazie alle proprie competenze
tecniche specifiche, era stato l’ideatore della struttura organizzativa utilizzata dai clan. La mafia catanese, secondo
stime della Procura, avrebbe ottenuto un profitto complessivo di oltre 50 milioni di euro tra il 2011 e il 2017.

Ventidue arresti, 7 in carcere e 15 ai domiciliari, altri 22 indagati, il sequestro di beni per complessivi 200 milioni di euro, 167 soggetti monitorati, più di 500 mila intercettazioni telematiche, telefoniche, video e ambientali: sono, infine, i numeri del blitz eseguito oggi a Bari. Si tratta di due gruppi criminali, in contatto anche con le organizzazioni mafiose di Sicilia, Campania e Calabria, avrebbero costituito una vera e propria "multinazionale delle scommesse" movimentando oltre 1 miliardo di euro da Malta a Curacao, passando per le Isole Vergini e le Seychelles.

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