Domenica, 08 Dicembre 2019
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DIA

"Affari con Messina Denaro", confisca da 1,5 miliardi all'ex patron di Valtur

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Da muratore di Castelvetrano a capo dell'impero multimilionario del turismo nel sud Italia, in particolare fra Sicilia e Calabria. Dietro Carmelo Patti, però, ex patron di Valtur, deceduto due anni fa, ci sarebbe stato Matteo Messina Denaro, il superlatitante di mafia, concittadino di Patti.

Da qui il provvedimento della Dia di Palermo che ha bloccato beni da 1,5 miliardi di euro legati all'imprenditore trapanese.

L'operazione, considerata uno dei procedimenti più rilevanti nella storia giudiziaria italiana, sarà illustrata oggi dal direttore della Direzione investigativa antimafia, Giuseppe Governale.

Lo Stato mette le mani su beni fra Sicilia e Calabria della vecchia Valtur  e che sono già in amministrazione straordinaria: Punta Fanfalo a Favignana; Isola Capo Rizzuto a Crotone; il Golf club Castelgandolfo; un panfilo a vela in legno di 21 metri, la “Valtur Bahia”. Tre strutture alberghiere che in realtà hanno già chiuso i battenti.

Ma nel provvedimento di confisca ci sono anche beni appezzamenti di terreno per circa 400 ettari, 25 società di capitali (attive nel cablaggio di componenti elettrici per autovetture, nel comparto turistico-alberghiero, nel campo finanziario e nel settore immobiliare), quote in partecipazioni societarie, tre Resort, un Golf Club, 400 ettari di terreno (ubicati nei comuni di Robbio, Castelvetrano, Campobello di Mazara, Favignana, Mazara del Vallo, Marettimo, Isola di Capo Rizzuto, Ragusa e Benevento), 232 immobili (tra abitazioni, magazzini e opifici), un’imbarcazione in legno di 21 mt denominata Valtur Bahia (iscritta nei Registri del Porto di Londra ed ora in disarmo, ormeggiata nel porto di Mazara del Vallo), rapporti bancari e disponibilità finanziarie in corso di quantificazione.

In particolare, sono interessate dal provvedimento le seguenti società:
- CABLELETTRA Spa, con sede a Vigevano, e le sue unità locali di Limatola, Melfi (PZ), Roma, Torino e Castelvetrano;
- CABLACAR Srl, in scioglimento e liquidazione, con sede a Vigevano, e le sue unità locali di Robbi;
- ELETTRO MODULI DI BUFFOLINO MARIA LUCIA & C. S.n.c, con sede a San Marco Evangelista;
- CO.INVEST - COMPAGNIA INVESTIMENTI IMMOBILIARI Srl, con sede a
Vigevano (PV), e la sua unità locale di Robbio.
- VALTUR Spa, in amministrazione straordinaria, con sede Milano, e le sue unità secondarie in Marocco e Tunisia:
- MEDITERRANEO VILLAGES Spa, con sede a Milano;
- COSTA VERDE Srl, con sede Milano;
- TORRE PIZZO INVESTIMENTI Srl, con sede Milano;
- FINANZIARIA CABLE Srl, con sede a Vigevano;
- FINANZIARIA TURISTICA Srl, con sede a Vigevano;
- IMMOBILIARE MILANO 5 Srl, con sede a Milano;
- SCV Srl, con sede a Menzel Jemil (Tunisia);
- CABLE INTERNATIONAL S.A., con sede a Lussemburgo;
- PONTI E STRUTTURE SARDEGNA Srl - P.S.S. Srl - in scioglimento e liquidazione, con sede a Milano;
- MULTICASA UNO Srl - in liquidazione, con sede a Milano;
- VALTUR RESORTS Spa in amministrazione straordinaria (già VALTUR CASA Spa), con sede a Milano;
- GIRAUDI Srl, con sede a Milano;
- VILLAGGIO DEGLI ATLETI Srl, con sede a Milano;
- VILLAGGIO DI OSTUNI Srl, con sede a Milano;
- VILLAGGIO DI MARILLEVA Srl, con sede a Milano;
- VEDETTE VIAGGI Srl, con sede a Milano;
- F.IM.E.C. Srl - in liquidazione, con sede a Vigevano;
- LOGISTIC CENTER Srl, con sede a Vigevano, e le sue unità locali di Pignataro Interamna, Robbio;
- CASTELGANDOLFO Spa, con sede a Milano;
- HOLDING TURISTICA ITALIANA Srl, con sede a Vigevano; le quote di partecipazione:
- detenute da PATTI Carmelo nella società OLIO & OLIVA Srl;
- detenute dalla SICAV S.r.l. nella società ex VALTUR;
- detenute dalla Società ImmobiliareM.M. S.r.l. nella società ex VALTUR.

E i villaggi turistici-alberghi e le strutture sportive:
- Resort PUNTA FANFALO in Favignana;
- Resort CAPO RIZZUTO in Isola di Capo Rizzuto (KR);
- Il Resort Kamarina Beach srl, allo stato non ultimato,  in località Kamarina di Ragusa di proprietà della MEDITERRANEO VILLAGES Spa e che non è in alcun modo riferibile al Kamarina Resort apparso nelle immagini odierne, del tutto estraneo al provvedimento in argomento, come precisato in serata dalla stessa Dia. Già nel pomeriggio in una nota l'amministratore delegato del "Kamarina Resort'" Den Dekker Dionysius aveva escluso "il coinvolgimento della struttura alberghiera nel Ragusano quale presunto oggetto di sequestro penale eseguito, su ordine della Dia di Palermo, in danno di soggetti diversi che nulla hanno a che vedere con la società che rappresento, né oggi né in passato".
- Golf CASTELGANDOLFO con sede an Roma.

«Ricorreremo in appello e in ogni altra sede, compresa la corte europea dei diritti dell’uomo, per chiedere l’annullamento del decreto del tribunale di Trapani». Lo dicono i difensori degli eredi, la moglie e i tre figli, del
cavaliere Carmelo Patti, Francesco Bertorotta e Angelo Mangione. Per i legali la totale estraneità di Patti a contesti mafiosi è stata accertata dalla procura di Palermo «che ne ha chiesto e ottenuto l’archiviazione».

«Il cav. Patti - aggiungono - non è mai stato sottoposto a procedimenti penali per truffa e bancarotta che incredibilmente il tribunale di Trapani ha creduto di poter ipotizzare dal nulla. Infine è stato assolto con ampia formula liberatoria dai reati di evasione fiscale che il tribunale di Trapani, in aperta contrapposizione con le sentenze passate in giudicato, ha ritenuto di poter porre a fondamento dell’ingiusta decisione».

Francesco Bertorotta e Angelo Mangione dicono che «il provvedimento del tribunale rappresenta un vero e proprio cortocircuito della giustizia in quanto emesso in violazione di tutti i principi che regolano le misure di prevenzione e si pone in aperto abbandono di quei principi fondamentali ribaditi con forza anche di recente dalla Cassazione, dalla Corte Costituzionale e dalla Corte dei diritti dell’uomo». I legali ricordano che Patti è stato uno dei protagonisti del risveglio economico italiano e il giudizio espreso dal tribunale di Trapani, a tre anni dalla sua morte, «è ingiusto e
giuridicamente errato anche perchè contraddetto da decisioni assolutorie emesse sugli stessi fatti».

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