Martedì, 17 Settembre 2019
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IMMIGRAZIONE

Migranti, sbarchi dalla Eleonore e Mare Jonio scatenano l'ira di Salvini

Con la forza, violando il divieto di ingresso in Italia siglato da Salvini-Trenta-Toninelli, i 104 della Eleonore sbarcano a Pozzallo. Con il permesso delle autorità, per le precarie condizioni di salute, i 31 della Mare Jonio a Lampedusa. Guadagnano così il sospirato 'porto sicuro' i naufraghi a bordo delle navi della ong tedesca Mission Lifeline e dell’italiana Mediterranea saving humans. Mentre un altro centinaio di migranti arriva su altre 4 imbarcazioni tra Lampedusa e Pozzallo (tra di loro 29 libici soccorsi da un pattugliatore della Marina).

E l'emergenza-sbarchi continua a scottare sui tavoli delle trattative tra Pd e M5S, con il ministro dell’Interno Matteo Salvini che attacca: «Speriamo che nessuno stia inventando a tavolino un governo che faccia ripartire il business dell’immigrazione clandestina perché sarebbe un delitto contro l'Italia e contro gli italiani». Ed il segretario del Pd, Nicola Zingaretti chiede al premier Giuseppe Conte «una svolta».

L’odissea in mare prosegue invece per i 13 soccorsi dalla Alan Kurdi di Sea Eye che, dopo essere stata respinta da Lampedusa con il solito divieto di ingresso, si trova fuori dalle acque maltesi senza il permesso di entrare in porto. Nella stessa zona ha stazionato per alcuni giorni anche la Eleonore, della ong tedesca Mission Lifeline - sempre bloccata dalle autorità della Valletta - che ieri ha deciso di fare rotta sulla Sicilia. Arrivata in prossimità della costa sud-orientale dell’isola il comandante, Claus Peter Reisch, ha dichiarato lo stato di emergenza ed ha diretto la nave verso il porto di Pozzallo. Dal 26 agosto i migranti si trovavano in condizioni di sovraffollamento per gli spazi ristretti della nave che non consentivano a tutti la possibilità di ripararsi dalle intemperie. Col forte temporale, ha spiegato Reisch, «la situazione è pericolosa per la vita delle persone a bordo e mi costringe a dirigere verso il porto più vicino».

Sulla Eleonore sono saliti i militari della Guardia di finanza ed hanno disposto il sequestro amministrativo cautelare della nave, consentendo lo sbarco. Una volta a terra, la procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta per verificare eventuali violazioni penali. Comandante e responsabili di bordo sono stati identificati dalla polizia che ha notificato loro il sequestro. In un caso analogo, nel giugno scorso, la capitana della Sea Watch 3 Carola Rackete era stata arrestata dopo aver forzato il divieto di ingresso.

Due dei migranti sono stati portati via dagli agenti per accertamenti nell’ambito di indagini sulla possibile presenza di scafisti. Eventuali sanzioni amministrative previste dal decreto sicurezza bis (multe da 150mila a 1 milione di euro e sequestro per aver violato il divieto) sono all’attenzione del prefetto di Ragusa. Più a Sud, a Lampedusa, si conclude anche il viaggio dei 31 della Mare Jonio.

Negli ultimi giorni dalla nave sono stati continui gli appelli allo sbarco ed in mattinata la situazione è precipitata quando alcuni hanno rifiutato cibo ed acqua. A seguito di un’ispezione dei medici degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), è stata accertata la mancanza delle «condizioni igienico-sanitarie idonee» per far rimanere i 31 sulla Mare Jonio. Gli ospiti sono quindi stati trasbordati su una motovedetta della Guardia costiera che li ha portati a terra.

La nave della ong si è mantenuta fuori dalle acque italiane rispettando così formalmente il divieto di ingresso ed evitando il possibile sequestro. Il doppio sbarco ha ovviamente scatenato l’ira di Salvini che ha ironizzato sulle condizioni di salute dei 31, postando il video che ne mostra l’esultanza ed i salti di gioia: «Sbarcati per emergenza sanitaria paralitici e infermi. Ma pensano che gli italiani siano scemi???». Ed ha ricordato che il sequestro della Eleonore è avvenuto grazie al decreto sicurezza «che il Pd vuole cancellare». Il segretario dem Nicola Zingaretti, da parte sua, torna a chiedere al premier Giuseppe Conte «una svolta radicale nelle politiche su questi temi. Quanto sta avvenendo in queste ore nel Mediterraneo, tra sbarchi continui sulle nostre coste e divieti disumani - aggiunge - conferma che le politiche in materia di immigrazione di questi mesi non hanno risolto nulla».

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