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ROMA

Carabiniere ucciso a Roma, l'americano Natale Hjort cercava armi online

Si aggrava la posizione di Christian Gabriel Natale Hjort, accusato di concorso in omicidio con Finningan Lee Elder del vicebrigadiere Mario Cerciello. Gli atti depositati in vista dell'udienza del tribunale del Riesame del 16 settembre fanno emerge la personalità violenta del giovane americano. I cellulari dei due universitari hanno "parlato" fornendo ai pm di piazzale Clodio importanti tasselli investigativi che saranno illustrati al tribunale della Libertà chiamato a valutare l'istanza di scarcerazione avanzata dai difensori di Natale.

Armi, droghe e violenza sono elementi che tornano spesso nelle chat trovate sui cellulari dei due. In particolare proprio Natale, già definito come il "leader" nel rapporto di amicizia con Elder (autore materiale delle 11 coltellate) in una informativa dei carabinieri, sembra avere una ossessione per pistole e coltelli. Da una chat trovata sul suo dispositivo mobile emerge in particolare che nei mesi scorsi il giovane californiano ha cercato di acquistare su internet un coltello "tattico", del tutto simile a quello trovato vicino al suo letto nella stanza d'albergo a Roma dove dormiva con Elder.

In una informativa viene citato un dialogo whatsapp che risale al 2 maggio tra Natale e la sua fidanzata. "L'indagato invia alla ragazza - scrivono i carabinieri - un link Amazon inerente un coltello 'tattico' con chiusura a molla, che verosimilmente vorrebbe acquistare". Elementi concreti che vanno ad arricchire l'impianto accusatorio della procura di Roma che punta ad accumunare il ruolo dei due nella colluttazione drammatica conclusasi con l'accoltellamento del carabiniere la notte del 26 luglio scorso. Una tesi accusatoria respinta dai difensori di Natale. Quest'ultimo ha sempre negato di avere maneggiato il coltello a lunga lama usato in per l'omicidio. Su questo punto, pero', gli accertamenti dei Ris sembrano avere accertato tutt'altro. Le impronte del solo Natale individuate su uno dei pannelli del controsoffitto della stanza dell'albergo portano infatti a supporre che fu lui ad occultare l'arma. Elementi che l'accusa porterà in udienza del Riesame che, come di prassi, si riserva' di decidere entro la prossima settimana sull'eventuale scarcerazione.

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