Martedì, 24 Maggio 2022
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LA DECISIONE

Coronavirus, è ufficiale: scuole chiuse in tutta Italia fino al 15 marzo

«Per il governo non è stata una decisione semplice, abbiamo aspettato il parere del comitato tecnico scientifico e abbiamo deciso di sospendere le attività didattiche da domani al 15 marzo», ha detto il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina parlando a Palazzo Chigi. «E' una decisione di impatto, spero che gli alunni tornino al più presto a scuola». Così la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, parlando in sala stampa a Palazzo Chigi, sulla chiusura delle scuole a partire da domani e fino al 15 marzo, a seguito dell’emergenza Coronavirus, assicurando «l'impegno» perché questo «servizio pubblico essenziale continui anche fornito a distanza». La chiusura fino al 15 marzo riguarderà sia le scuole sia le università. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi. Conte entro stasera firmerà il relativo Dpcm.

Garantire un servizio pubblico a distanza agli studenti. E’ l’impegno assunto dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, parlando in sala stampa a palazzo Chigi, mentre è in corso l’incontro tra governo, sindacati ed enti locali sulle misure per affrontare l’emergenza Coronavirus.

«Voglio firmare il Dpcm già stasera, anzi lo farò perché la misura» sulle scuole «parte da domani». Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando a Palazzo Chigi.

Perché le misure sulla scuola? «Perché in questo momento siamo concentrati ad adottare tutte le misure di contenimento diretto del virus o di ritardo della sua diffusione perché il sistema sanitario per quanto efficiente e eccellente rischia di andare in sovraccarico» in particolare "per la terapia intensiva e sub-intensiva». Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando a Palazzo Chigi riferendosi alle indicazioni avuto dall’Istituto Superiore di Sanità.

«Noi della trasparenza abbiamo fatto sempre la nostra regola d’azione, verità e trasparenza». Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando a Palazzo Chigi spiegano che, sulla chiusura delle scuole questa mattina «era stato chiesto al comitato tecnico-scientifico un ulteriore approfondimento». Per questo «la notizia che è fuoriuscita è stata totalmente improvvida».

«Questa mattina tutti i ministri ci siamo riuniti per valutare un aggiornamento sull'emergenza sanitaria e ho richiesto anche la presenza del presidente dell’Iss, professor Brusaferro, che ci ha aiutato a valutare quale è la situazione attuale epidemiologica e ci ha fornito tutta una serie di valutazione tecniche, che ci sono servite per avere un aggiornamento a tutto campo sulla situazione emergenziale», spiega il capo del governo.

«Un’ampia parte dello scambio informativo è stato dedicato alle scuole e all’università. Abbiamo fatto una ampia valutazione e l’orientamento è stato quello di disporre in via prudenziale la chiusura. Ci siamo anche detti «attenzione, però, su questo demandiamo al professor Brusaferro di ritirarsi con il Comitato tecnico scientifico per un approfondimento tecnico scientifico». Ecco perché abbiamo impiegato un pòdi tempo», sottolinea.

«Ci stiamo muovendo con la massima celerità e determinazione a tutela dei lavoratori pubblici e privati. È in fase di definizione una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori, in caso di chiusura delle scuole, di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni. Ne ho già parlato con il Ministro Gualtieri e gli altri Ministri competenti: faremo tutto quello che è necessario per ridurre al massimo i disagi». Così il viceministro all’Economia Laura Castelli dopo la decisione di chiudere le scuole per l’emergenza Coronavirus.

Le assenze maturate dagli studenti che per qualche motivo non potranno seguire un’eventuale didattica a distanza «non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni». Lo prevede la bozza di Dpcm sulle iniziative contro il coronavirus in tutta Italia. La decisione presa dal governo in relazione all’istruzione prevede la chiusura delle scuole nelle zone rosse e la «sospensione delle attività didattiche nel resto del Paese».

Il Dpcm firmato da Conte in serata contiene poi tutta un’altra serie di indicazioni. Raccomanda alle persone anziane di limitare le uscite da casa, ribadisce la necessità di evitare strette di mano, abbracci e baci, vieta la visita ai parenti dei ricoverati negli hospice e nelle residenze sanitarie assistite, così come l’attesa nei pronti soccorso per le persone che non devono essere visitate. Tutta l’attività dello sport di base in palestre, piscine e altri centri sportivi, invece, è «consentita esclusivamente nel rispetto delle raccomandazioni previste».

Vale a dire mantenendo la distanza di un metro e usando tutte le precauzioni igienico sanitarie. Non c'è invece nel provvedimento l'estensione della zona rossa alla provincia di Bergamo: sarà in un ulteriore Dpcm che verrà messo a punto nelle prossime ore e che, allo stato, dovrebbe indicare due comuni, Nembro e Alzano Lombardo, un’area dove vivono circa 25mila persone. Tutte decisioni che hanno un obiettivo preciso: riuscire a ridurre al minimo la possibilità che si aprano nuovi focolai, che obbligherebbero a scelte ancora più drastiche. In attesa che passino i 14 giorni indicati più volte dalla comunità scientifica come tempo necessario per capire se le misure di contenimento adottate abbiano avuto o meno l’effetto desiderato. Il periodo scade nel fine settimana e lì, forse, si avranno le risposte che tutta Italia aspetta. Perché al momento ancora non ci sono. «Dobbiamo vedere gli effetti sulla base della tempistica, ma i dati che abbiamo - conferma il commissario
Angelo Borrelli - non consentono agli scienziati di fare valutazioni realistiche e molto probabili».

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