Sabato, 28 Novembre 2020
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Calabria e Sicilia, in quarantena chi arriva da zona rossa: stop a matrimoni e funerali

Calabresi e siciliani in fuga dal Coronavirus e dalla Lombardia, terrorizzati dall’idea di non poter più tornare nella regione di origine per settimane o forse di più. È iniziato nelle ultime ore un vero e proprio esodo, dopo la diffusione della notizia del varo del decreto del governo che di fatto chiude la Lombardia, almeno fino al 3 aprile, per evitare la diffusione del Coronavirus.

La notizia dell'allargamento della "zona rossa", con isolamento dei mezzi di trasporto, ha spinto centinaia di persone a cercare il primo treno utile per tornare verso casa lontano da Milano. Una fuga che è stata messa in scena tra le 22 e la mezzanotte dopo le prime indiscrezioni sul decreto che stabiliva l’intera Regione come zona Rossa. A mezzanotte la Polfer ha confermato che non ci sono stati disagi e che sui binari non si sono verificati problemi.

In stazione Centrale a Milano sono tante le persone che hanno deciso di partire o di anticipare le partenze dopo il decreto che di fatto chiude la Lombardia e altre 14 province per l'emergenza Coronavirus. In stazione per ora non c'è confusione, i viaggiatori arrivano in modo ordinato, molti indossano una mascherina e spiegano che hanno deciso di partire dopo la firma del decreto da parte del governo.

“Ho appena firmato l’ordinanza che introduce misure straordinarie a seguito dell’evoluzione che ha avuto l’emergenza Coronavirus nelle regioni settentrionali. Un’evoluzione che ha spinto tante persone residenti al Nord a far ritorno in Calabria", lo annuncia il presidente della Regione Calabria, Jole Santelli.

"Come già annunciato il documento prevede, per chiunque chiunque arrivi in Calabria o vi abbia fatto ingresso negli ultimi quattordici, giorni dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, la misura della quarantena obbligatoria con sorveglianza attiva. È necessario comunicare questa misura al proprio medico di Medicina Generale o Pediatra di Libera Scelta oppure telefonando al numero verde regionale 800-767676 o al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale territorialmente competente, che adotterà le misure necessarie. I Dipartimenti di Prevenzione dovranno fornire giornalmente al Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie e al Prefetto territorialmente competente, le informazioni relative ai soggetti posti in quarantena o isolamento domiciliare con sorveglianza attiva, secondo il format appositamente definito. Le società di autolinee e Trenitalia sono tenute a comunicare l’elenco dei passeggeri provenienti dalle zone indicate dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ai Dipartimenti di Prevenzione territorialmente competenti, anche tramite i sindaci. I Prefetti delle Province regionali, invece, dispongono verifiche presso le stazioni ferroviarie, aeroportuali, le stazioni delle autolinee interregionali. I sindaci, in qualità di autorità locale di protezione civile, dovranno valutare l'apertura del Centro Operativo Comunale con l'attivazione di attività di "Assistenza alla popolazione" e "Volontariato", dedicate alle categorie fragili e ai cittadini sottoposti a quarantena o isolamento domiciliare. Sul sito istituzionale della Regione Calabria sarà a breve pubblicatauna scheda censimento per il monitoraggio dei rischi da Covid-19. Dovrà essere compilata da chiunque arrivi in Calabria o vi abbia fatto ingresso negli ultimi quattordici, giorni dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico”.

«Fino al 3 aprile 2020 o fino a nuove indicazioni», è sospesa «ogni celebrazione religiosa con concorso di popolo, da intendersi anche le Sante Messe, comprese le esequie, come da indicazioni della Cei». Lo ha deciso la Conferenza episcopale calabra, in riferimento all’emergenza coronavirus, alla luce dell’ultimo decreto del governo.
La Conferenza dei vescovi calabresi, inoltre, ha disposto la celebrazione delle esequie dei defunti «esclusivamente con la benedizione della salma nelle cappelle a ciò adibite (al cimitero o presso altre strutture), o nella casa del defunto, alla sola presenza dei familiari e, comunque e sempre, osservando il rispetto della misura della distanza interpersonale di almeno un metro tra i presenti e delle altre misure igienico-sanitarie» già adottate nei giorni scorsi. Secondo la Conferenza episcopale calabra, inoltre, «l'apertura delle chiese per la preghiera individuale è possibile purchè vengano sempre rispettate le misure igienico-sanitarie» già adottate dalla Cec e la distanza di sicurezza.

«Chi sbarca in Sicilia, con qualsiasi mezzo, provenendo dalle zone rosse del Nord, ha il dovere di informare il medico di base e porsi in autoisolamento». Lo impone un’ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e in fase di notifica ai nove prefetti, ai questori ed ai 390 sindaci dell’Isola. Nella sua ordinanza, il governatore - si legge in un comunicato - «richiama le competenze comuni a tutte le regioni italiane e quelle previste dal comma 2 dell’articolo 31 dello Statuto siciliano che conferiscono al presidente della Regione il potere di disporre delle forze di polizia in caso di necessità». «Se tutti manteniamo la calma e il senso di responsabilità, riusciremo a gestire e superare anche questo particolare momento - aggiunge Musumeci - Noi siciliani abbiamo affrontato ben altre calamità e non ci arrendiamo. Ma ognuno faccia la propria parte», esorta infine Musumeci dal suo isolamento domiciliare dove si trova da ieri per precauzione dopo il contatto avuto mercoledì a Roma con il collega Zingaretti. Al primo tampone negativo di ieri sera ne seguirà un altro tra due giorni.

Nell'ordinanza si dispone la "chiusura di piscine, palestre e centri di benessere. Ai concessionari di servizi di trasporto aereo, ferroviario e navale è fatto obbligo di acquisire e mettere a disposizione delle forze dell’Ordine e del Coordinamento per le attività necessarie per il contenimento della diffusione del COVID-19 della Presidenza della Regione Siciliana istituita con Ordinanza n°2 del Presidente della Regione Siciliana, dei Comuni e delle ASP competenti per territorio, i nominativi dei viaggiatori, relativamente alle provenienze dalla Regione Lombardia e dalle province di Province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova, Treviso; Asti e Alessandria, con destinazione Aeroporti, Porti e Stazioni ferroviarie della Regione Siciliana".

Inoltre, "chiunque, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione della presente Ordinanza abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, o sia transitato e abbia sostato nei territori della 3/3 Regione Lombardia e dalle province di Province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova, Treviso; Asti e Alessandria deve comunicare tale circostanza al comune, al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio nonché al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta con obbligo di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni dall’arrivo con divieto di contatti sociali, di osservare il divieto di spostamento e di viaggi, di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza".

"Sono sospese le cerimonie legate alle celebrazioni di matrimoni e per esequie. I matrimoni già fissati presso locali comunali si svolgeranno quindi unicamente in presenza degli sposi, dei testimoni e del personale comunale. Le tumulazioni si svolgeranno in forma strettamente privata".

E poi "il Dipartimento regionale della protezione civile disporrà presso gli imbarcaderi di Messina due tende per i fabbisogni sanitari e distribuirà la presente Ordinanza a tutti i cittadini in arrivo". La mancata osservanza degli obblighi - sta scritto - comporterà le conseguenze sanzionatorie previste dall’art. 650 del Codice penale se il fatto non costituisce reato più grave. La presente ordinanza è stata pubblicata sul sito istituzionale della Regione.

Tutti coloro che siano anche semplicemente transitati nelle aree rosse devono comunicarlo al proprio Comune, al dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio, nonché al proprio medico. E hanno l’obbligo, altresì, di: osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario per 14 giorni dall’arrivo; divieto di contatti sociali, di spostamento e di viaggi; rimanere raggiungibili per ogni eventuale attività di sorveglianza.

Il dipartimento regionale della Protezione civile disporrà presso gli imbarcaderi di Messina due tende per i fabbisogni sanitari. Il mancato rispetto delle disposizioni comporterà le conseguenze previste dall’articolo 650 del Codice penale, compreso l’arresto fino a tre mesi. Per poter consentire i controlli, i concessionari di servizi di trasporto aereo, ferroviario e navale dovranno comunicare alle forze dell’Ordine, alla task-force della presidenza della Regione, ai Comuni e alle Asp competenti per territorio, i nominativi dei viaggiatori, con destinazione aeroporti, porti e stazioni ferroviarie della Sicilia. Prevista anche la chiusura di piscine, palestre e centri di benessere.

Dopo l’ordinanza del presidente Musumeci nelle Eolie sono scattati i controlli ai turisti agli imbarcaderi. Si è iniziato con Lipari dove al porticciolo degli aliscafi ci sono anche carabinieri e guardia costiera che verificano se vi siano arrivi dalle zone rosse del nord Italia. Il sindaco Marco Giorgianni ha anche annunciato che avrà un incontro con i rappresentanti delle società di navigazione per far scattare ulteriori accertamenti sui passeggeri. I controlli sono estesi a tutte le isole.

«Ferma restando l’autonomia di ciascun ente nelle materie di competenza nei limiti della legislazione vigente», le ordinanze delle Regioni contenenti delle direttive ai prefetti relative all’emergenza coronavirus «non risultano
coerenti con il quadro normativo». Ad affermarlo è il Viminale sottolineando che i prefetti, «in quanto autorità provinciale di pubblica sicurezza, rispondono unicamente all’autorità nazionale».

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in quanto autorità nazionale di pubblica sicurezza, sta lavorando ad una direttiva ai prefetti «per dare attuazione uniforme e coordinata delle disposizioni del Dpcm» con le misure per il contenimento del Coronavirus «che investono profili di ordine e sicurezza pubblica».

Fra le storie raccolte in stazione a Milano anche quella di Antonio, studente calabrese, che gira per la banchina della stazione Termini spingendo due grossi trolley e parlando al telefono con i familiari. Stamattina è "scappato" da Milano e ora sta attendendo il treno che lo riporterà in Calabria. «Il treno era affollatissimo, sui corridoi c'era gente senza biglietto, non capisco perchè non li abbiano fatti scendere». Ma non pensi sia pericoloso spostarsi dalla zona rossa? «Già lo so che la presidente Santelli ha disposto la quarantena obbligatoria per chi torna dalle zone rosse. Mio padre è un medico - spiega - Il mio era un viaggio programmato, stamattina avrei dovuto prendere un aereo, ma per timore del blocco ho preferito il treno. Peccato che adesso dovrò fare questo periodo in isolamento».

E poi Elisabetta, 25enne praticante in uno studio di avvocati di Milano è in partenza per la Calabria: "Io non vorrei partire - racconta prima di passare i controlli dei metal detector (quasi deserti) a Milano Linate -. Sono partita per il quieto vivere e perché mia madre ha insistito tanto, temevo che con questo caos salisse a Milano", spiega dietro una mascherina. "Ho chiesto di preparare la stanza solo per me e di avere un vassoio per mangiare, mi metterò in una sorta di auto-quarantena anche se sto bene, ma non si sa mai", spiega. "Da giù lavorerò da casa, siamo già in smartworking da qualche giorno", ha aggiunto. Una mamma di Catania saluta il marito, che rimane a Milano per lavoro: "Torno perché giù c'è il mio bambino, ma ora ho paura, anche se sto bene, di poterlo contagiare. Pensavo ci controllassero almeno la febbre in partenza, invece nulla".

 

 

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