Lunedì, 25 Maggio 2020
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Mascherine obbligatorie, le ordinanze regione per regione: dibattito aperto in Sicilia

Soltanto la Lombardia ha emesso un'ordinanza che prevede l'obbligo di indossare le mascherine, o almeno altre coperture del viso, in caso si esca da casa. Una decisione dovuta all'alto livello di contagio e che fino ad ora vede soltanto nella Toscana l'unica altra Regione che sta approntando un'altra ordinanza per estendere le mascherine. Nelle altre regioni le regole sono meno ferree, ma ci sono.

VENETO: "Non ho nulla da ridire su quello che ha fatto Fontana. La Lombardia ha anche un contagio molto più importante del nostro, e ha fatto la scelta anche partendo da questo aspetto". Così il governatore Luca Zaia, ha commentato la decisione delle mascherine obbligatorie che, diversamente dalla Lombardia, in Veneto lo sono solo per accedere nei supermarket e nei mercati all'aperto e al chiuso. "Abbiamo avuto un approccio più graduale, con mascherine nei supermercati; ci siamo fermati ai luoghi pubblici dove si va a fare la spesa".

FRIULI VENEZIA GIULIA: in base all'ordinanza del governatore Fedriga, l'uso di mascherine o comunque protezioni per naso e bocca e guanti è obbligatorio soltanto all'interno di mercati e degli esercizi commerciali di beni alimentari. Fedriga ha spiegato che, "non c'è l'obbligo della mascherina ma basta accedere con sciarpa, foulard o anche un copricollo".

ALTO ADIGE: introdotto l'obbligo di coprire naso e bocca in caso di incontri fuori dell'ambiente familiare, soprattutto nei negozi. Lo prevede un'ordinanza del governatore Arno Kompatscher che recepisce, tra l'altro, l'ultimo decreto nazionale. "Mascherine e scaldacollo non escludono al 100% un'infezione, ma riducono notevolmente il rischio di contagio. E' di un dovere civico".

VALLE D'AOSTA: è obbligatorio l'uso della mascherina per i clienti all'interno degli esercizi commerciali. Anche il personale dei negozi deve essere protetto. Lo stabilisce un'ordinanza del presidente della regione, Renzo Testolin, che concede anche alcune deroghe ai cantieri (massimo 5 operai impiegati) e introduce il divieto di svolgimento dei mercati ad eccezione di quelli che garantiscono un unico varco di accesso e di uscita e la sorveglianza delle distanze sociali.

PIEMONTE: Anche la Regione Piemonte sta valutando di prevedere l'obbligo di indossare la mascherina, ma solo per determinate categorie di persone, più a contatto col pubblico. E' questo, a quanto si apprende, l'orientamento del governatore Alberto Cirio e dell'Unità di crisi regionale, al lavoro per integrare l'ordinanza in vigore. Le misure attuali, infatti, non prevedono nulla in materia di dispositivi di sicurezza individuale.

LIGURIA: "Mi appare stravagante rendere obbligatorio uno strumento che fino a qualche ora fa era praticamente introvabile", ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti. "Come Regione ci stiamo impegnando a distribuire gratuitamente le mascherine a tutta la popolazione della Liguria e solo dopo che questo sarà avvenuto valuteremo cosa fare".

EMILIA ROMAGNA: Il presidente Stefano Bonaccini non si esprime e dalla Regione al momento non c'è allo studio alcun provvedimento che obblighi a uscire di casa con naso e bocca coperti. Tuttavia per il futuro i comportamenti individuali dovranno cambiare: il commissario ad acta per l'emergenza in regione, Sergio Venturi auspica scorte proprie dell'Italia perchè rischiano di servire per molto tempo. - LAZIO: nessun obbligo nella regione, tranne per quello che riguarda le indicazioni date a livello nazionale dalla Protezione Civile e dal ministero della Salute

CAMPANIA: L'obbligatorietà delle mascherine in Campania è in valutazione ma non è al momento ritenuta la priorità per il presidente De Luca. La macchina regionale è impegnata a completare le scorte di dispositivi di protezione per tutti gli ospedali e le strutture sanitarie, in interlocuzione con la struttura nazionale guidata da Domenico Arcuri.

SICILIA: Nessuna decisione sulla obbligatorietà o meno delle mascherine per tutti è stata ancora presa dalla Regione. Gli esperti dell'assessorato alla Salute stanno ancora valutando la necessità di questa misura, anche sulla base di una eventuale differenziazione tra luoghi dove è assolutamente necessaria la protezione, come strutture sanitarie o luoghi con la presenza di numerose persone come i supermercati, o zone all'aperto.

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