Mercoledì, 21 Ottobre 2020
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L'ALLARME

Picco Coronavirus ancora in crescita, stretta sui maxi eventi

Il secondo picco in due giorni. L'onda dei contagi continua la sua scalata con i ritmi della fase di emergenza di sei mesi fa. Dopo il balzo del giorno precedente, con la curva già salita di un migliaio di casi rispetto al trend giornaliero, l'ultimo bollettino alza ulteriormente l'asticella: in 24 ore i nuovi positivi al Covid sono stati 4.458 e numeri simili non si vedevano dallo scorso 3 aprile. Non è lo stesso per i decessi: sono 22 i morti, a fronte delle centinaia di vittime registrate in primavera ogni giorno.

Ma con il virus che continua a fare malati - ora tanti anche al Centro e al Sud - in alcuni territori scattano i primi mini-lockdown come a Latina, con un'ordinanza ad hoc della Regione Lazio. Non basta. E in tutto il Paese scatta l'allarme degli esperti sui pericoli dettati dai grandi eventi di massa, che esporranno al rischio di maxi-assembramenti di persone: la richiesta del Comitato Tecnico Scientifico è di rimodulare i protocolli su alcune manifestazioni già previste: prime fra tutte, per ordine di tempo, il corteo dei negazionisti sabato prossimo a Roma e domenica la marcia della Pace ad Assisi.

Cifre ai massimi degli ultimi mesi, ma anche record di tamponi: sono stati 128.098 quelli registrati nel bollettino di ieri, quasi tremila in più rispetto ai numeri precedenti quando erano stati 125.314. Il numero complessivo dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale così a 338.398.

I dati però non cambiano la linea del governo, che in queste ore resta ferma sulle disposizioni previste dal Dpcm appena annunciato e lascia alle Regioni la libertà di disporre altre strette: l'obiettivo è scongiurare il blocco delle attività produttive nel Paese e la vera linea di confronto è soprattutto la situazione delle terapie intensive: seppure in crescita, i dati su questo aspetto al momento non preoccupano.

Delle 65.952 persone attualmente positive in Italia, 358 sono quelle nei reparti di rianimazione (+21 rispetto a ieri), 3.925 ricoverati con sintomi (+143) e 61.669 in isolamento domiciliare (+3.212). I dimessi e i guariti sono complessivamente 236.363 con un incremento di 1.060. Il trend è confermato dalla fondazione Gimbe, che analizza negli ultimi sette giorni la crescita del rapporto tra positivi e casi testati (4% contro 3,1% della settimana precedente).

La Sicilia con l'11,5% è la regione italiana con la maggiore percentuale dei casi di coronavirus ospedalizzati, una cifre nettamente superiore alla media nazionale del 6,6%, seguono la Liguria (10,4%) Lazio (9,9%), Puglia (8,9%), Piemonte (8,6%), Abruzzo (8,2%), Basilicata (7,9%). A commentare la sua "cattiva notizia per l'Italia" è anche il commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri: "Il virus prima era concentrato in un pezzo del Paese, oggi ha una geografia molto più diffusa. Purtroppo si è allargato a zone d'Italia meno preparate ad affrontarlo, questa è la vera sfida di queste settimane".

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