Lunedì, 26 Ottobre 2020
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Coronavirus, il virologo Crisanti: "Un lockdown a Natale è nell'ordine delle cose"

"Via via che i casi sono aumentati, la capacità di contact tracing e fare tamponi diminuisce e si entra in un circolo vizioso che fa aumentare la trasmissione del virus". Ospite di Studio24 (RaiNews24) il virologo dell'Università di Padova, Andrea Crisanti, mette in guardia sui rischi della nuova fase dell'epidemia di Covid.

"Più che misure sui comportamenti occorre bloccare il virus: tra 15 giorni non non vorrei trovarmi a discutere di 10-12mila casi al giorno", dice Crisanti, secondo il quale un lockdown a Natale sarà inevitabile. A suo giudizio, infatti, "si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus, e aumentare il contact tracing". Il professore cita la Gran Bretagna che ha deciso di fare il lockdown durante le vacanze scolastiche.

E sui provvedimenti appena messi in atto dal Governo dice: "Penso - dice Crisanti - che abbiano lo scopo di diminuire i contatti non protetti tra le persone. L'impatto che queste misure avranno lo sapremo fra 2 settimane". Crisanti insiste sulla necessità di "concentrarci sulla capacità che abbiamo sul territorio di bloccare la trasmissione. Ieri in Veneto ci sono stati 366 casi e 660 isolamenti Un caso genera 10-15 contatti. quindi avremmo dovuto mettere in quarantena o in isolamento una cifra pari a 5mila persone, di fatto invece solo il 5%. Questa è la fotografia della capacità di interdizione ed è per tutta Italia. Nessun sistema in Europa ha capacità di fare contact tracing per più di qualche migliaio di casi e via via che sono aumentati è diminuita capacità di fare contact tracing. Un circolo vizioso che fa aumentare la trasmissione", spiega ancora Crisanti.

E sui trasporti: "I mezzi di trasporto affollati favoriscono il contagio, tante persone vicine, non distanziate e non controllate. Non credo abbiamo gli strumenti per calcolare la capienza. Bisogna usare i mezzi pubblici solo con mascherine chirurgiche". Infine, Crisanti spiega di preferire, ai lockdown regionali, una "temporanea restrizione di determinate aree nelle regioni" per agire "sulle zone critiche. Se si generalizza si crea più danno che beneficio".

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