Venerdì, 27 Novembre 2020
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IL DECRETO

Bozza del nuovo Dpcm: ristoranti chiusi dopo le 18, stop a banchetti e l'invito a restare nel proprio comune

Ristoranti, bar, pub e pasticcerie chiuse la domenica e i festivi e con limite d'orario alle 18 negli altri giorni, niente concorsi, chiusi anche cinema e teatri, niente banchetti dopo le cerimonie religiose. Saterebbero per tornare dure limitazioni per fermare il contagio da coronavirus che macina record ogni giorno (oggi oltre 19.600 nuovi casi in Italia) secondo la bozza del nuovo Dpcm che sta circolando in queste ore che dovrebbe scattare da lunedì. Fonti dell'esecutivo precisano che, in vista di quella finale, le misure potrebbero cambiare. Le nuove norme durerebbero fino al 30 novembre.

Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende da qualificate fonti di governo, potrebbe firmare il nuovo Dcpm solo nella giornata di domani. Il testo, infatti, sarebbe suscettibile di ulteriori modifiche in queste ore. Sul tavolo, innanzitutto, ci sarebbe la possibilità di limitare gli spostamenti tra le Regioni, misura su cui non ci sarebbe il convinto accordo di tutti. La questione è stata posta dal premier anche nel corso della riunione con i capigruppo.

Confermate tutte le altre misure già in vigore, dalle mascherine al fermo delle fiere locali, dalla sospensione delle gare (fatta eccezione per quelle regionali, nazionali e internazionali) all’obbligo di restare a casa con 37,5 di febbre. Le misure previste dalle ordinanze regionali restano solo se più restrittive rispetto alle misure del Dpcm; per esempio resta il 'coprifuocò dalle 24 nelle Regioni in cui è stato deciso anche se la misura non c'è a livello nazionale; verrà rimosso solo se i Governatori decidono in tal senso. Ecco tutte le novità secondo la bozza che sta circolando.

CHIUDONO PALESTRE E CINEMA. Stop anche per piscine, terme, sale giochi, sale scommesse, sale bingo, casinò. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, cinema e in altri spazi «anche all’aperto». Chiudono anche i parchi tematici, restano aperti invece i parchi e le aree giochi per i bambini ma resta obbligatorio il distanziamento.

BAR E RISTORANTI, SERRANDE CHIUSE ALLE 18. Da lunedì 26 ottobre le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00. Sempre dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico mentre è consentita la ristorazione con consegna a domicilio e quella da asporto.

SCUOLA, DAD AL 75% ALLE SUPERIORI. Le scuole superiori adotteranno una Dad pari al 75% delle attività e dunque un 25% in presenza su tutto il territorio nazionale, uniformando le ordinanze regionali. Resta in presenza l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione, materna, elementari e medie. VIETATE LE FESTE, SI RACCOMANDA 'STOP OSPITI A CASA'. «Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi».

SOSPESI I CONCORSI PUBBLICI E PRIVATI. Dalla sospensione sono esclusi quelli per il personale sanitario e per quello della protezione civile. Salve, inoltre, «le procedure in corso».

NIENTE CONVEGNI E CONGRESSI. Si potranno tenere solo con modalità a distanza.

MANIFESTAZIONI SOLO 'STATICHE'. E nel rispetto delle distanze e delle altre misure di contenimento.

RACCOMANDATO DI RESTARE NEL PROPRIO COMUNE. «È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune».

POSSIBILE CHIUSURA DI PIAZZE ALLE 21. «Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private». Lo prevede la prima bozza del Dpcm a cui sta lavorando il governo.

 

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