Venerdì, 27 Novembre 2020
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Stop alle cene al ristorante, chiusura alle 18 per tutti i locali: il nuovo Dpcm in dirittura di arrivo

La misura che obbliga la chiusura di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie alle 18 nei giorni feriali è forse quella che più ci riporta ai giorni del lockdown.

È stato uno degli aspetti più discussi nella riunione tra il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione e il ministro Francesco Boccia che si è conclusa a notte inoltrata. Il governo, a quanto si apprende, non cambia linea sulla misura del Dpcm in dirittura di arrivo più contestata dalle Regioni. Sarebbe invece possibile che il governo consenta ai ristoranti di restare aperti la domenica a pranzo.

Un provvedimento che dice stop alle cene fuori casa. Le Regioni, in una lettera vergata in serata, avevano chiesto all'unisono al governo di non decretare la chiusura anticipata di ristoranti, bar pasticcerie e gelaterie alle 18.

Un punto controverso che fatto slittare probabilmente a oggi la firma del Dpcm e la conferenza stampa che, nel primo pomeriggio di ieri, Conte aveva ipotizzato di fare in serata. Il premier ora, non vuole più perdere tempo. "Siamo consapevoli del fatto che non tutte le misure adottate hanno agito con la tempestività necessaria", aveva ammesso in mattinata nel video messaggio alla Cna.

Ora, sbagliare non si può. C'è da valutare, invece, quale sia il reale impatto in termini di anti-contagio della chiusura dei ristoranti alle 18. Lo chiede, ad esempio, Iv, che con Teresa Bellanova porta al tavolo della riunione la "voce" delle categorie alle quali la chiusura taglierebbe le gambe. Il M5S è sulla stessa linea: i gruppi chiedono di non chiudere non solo ristoranti e bar ma anche piscine e palestre. "Così dal punto di vista sociale il Paese non tiene. E poi che fai, imponi a palestre e piscine i protocolli di sicurezza e poi le chiudi?", sottolinea un parlamentare.

E il Movimento manifesta la propria contrarietà su un'altra misura che, in zona Cesarini, potrebbe essere inserita nel Dpcm: lo stop agli spostamenti tra le Regioni. Regioni che chiedono anche il potere di mettere in campo la Dad al 100% per le suole superiori e le università e manifestano, al pari dei Cinque Stelle, perplessità sulla chiusura dei confini.

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