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TORINO

'Ndrangheta: Cerbero, maxiprocesso sospeso per Covid: positivi 5 dei 79 imputati

E’ saltata per Covid, a Torino, la ripresa dell’udienza preliminare per la maxi inchiesta di 'ndrangheta chiamata Cerbero sull'attività di due «locali» nel capoluogo piemontese e nel Canavese.

E’ saltata per Covid, a Torino, la ripresa dell’udienza preliminare per la maxi inchiesta di 'ndrangheta chiamata Cerbero sull'attività di due «locali» nel capoluogo piemontese e nel Canavese. Gli imputati sono 79 e cinque di essi sono risultati positivi (o sono stati messi in isolamento fiduciario).

La giudice Lucia Minutella, visto che nessuno dei difensori ha accettato lo stralcio delle varie posizioni, ha aggiornato il procedimento al 14 dicembre e ha sospeso, per tutti gli imputati, sia la prescrizione che i termini di custodia cautelare. Nelle scorse settimane la procura di Torino aveva segnalato al Dap e alla Direzione nazionale antimafia il rischio che la questione Covid dilatasse i tempi dei processi.

L'inchiesta

Il narcotraffico in Piemonte è saldamente in mano alle cosche calabresi, capaci di dialogare con i narcos sudamericani per importare cocaina e stringere affari con i grandi fornitori spagnoli per ottenere hashish e marijuana. Coordinata dalla Direzione Antimafia di Torino, ha portato a 57 arresti, 4 persone ai domiciliari, 8 sottoposte all’obbligo di firma e 2 sottoposte all’interdizione dell’esercizio della professione. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. I carabinieri del comando provinciale di Torino hanno sequestrato beni mobili e immobili degli indagati, conti correnti bancari e quote societarie. Nei guai sono finite anche persone non affiliate alla ’ndrangheta. I cosiddetti “colletti bianchi”, professionisti che spiegavano come reimpiegare il denaro guadagnato illecitamente, come creare società ad hoc. Il risultato dell’ennesimo colpo alla malavita calabrese è stato frutto di tre indagini parallele, del Nucleo investigativo dei carabinieri, dei carabinieri della compagnia di Chivasso e delle Fiamme gialle, che sono poi confluite in un unico dossier. Si tratta del narcotraffico sotto la Mole, nell’hinterland torinese, e in Lombardia con nomi di spicco come Assisi, Agresta, Catanzariti o Versaci.

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