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Decreto di Natale, parla Conte: misure rigide per cautelarci, i giorni di "zona rossa" - VIDEO

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Nuove decreto di Natale

Arriva il decreto di Natale: l’Italia sarà rossa per tutti i festivi e prefestivi fino alla Befana, con i negozi, i bar e i ristoranti chiusi e il divieto di uscire da casa propria se non per motivi di lavoro e salute. Dopo giorni di discussioni, il governo vara la nuova stretta per evitare che i pranzi e le cene delle feste facciano da detonatore per una terza ondata a gennaio e febbraio. «La situazione rimane difficile, il virus si lascia piegare ma non sconfiggere. Dobbiamo intervenire e vi assicuro che è una decisione non facile e sofferta» dice il premier Giuseppe Conte sottolineando come la stretta sia il frutto della "preoccupazione" degli scienziati per la risalita della curva. Le misure sono contenute in un decreto legge che il Consiglio dei Ministri ha approvato dopo una lungo confronto all’interno del governo e con le Regioni.

Un «punto di equilibrio - spiega il presidente del Consiglio - tra la stretta da mettere in campo e le deroghe necessarie, in considerazione dell’importanza sociale e ideale che le feste» di Natale hanno per gli italiani. E il decreto mette anche un punto alla discussione sul provvedimento che con l’avvicinarsi delle vacanze si era fatta sempre più tesa: all’insofferenza dell’opposizione che chiedeva all’esecutivo scelte chiare e rapide per dare agli italiani certezze il prima possibile, si è aggiunta quella della maggioranza, come ha fatto chiaramente capire il leader del Pd Nicola Zingaretti quando già in mattinata aveva annunciato che, nel caso in cui il premier non avesse scelto la linea dura, il Lazio sarebbe andato per conto suo.

"La zona gialla non basta più"

«Bisogna mettere in sicurezza il Natale, la zona gialla non basta più, è inutile girare attorno al problema. Rischiamo che gennaio e febbraio possano diventare drammatici». L’ennesima riunione dei capi delegazione è stata così molto tesa, 4 ore di discussione durante le quali Teresa Bellanova ha detto chiaramente che se è necessario un altro decreto "significa che quanto deciso finora non ha funzionato come doveva» e ha chiesto ristori al 100%. Una richiesta condivisa dal Cdm che ha inserito nel nuovo decreto un articolo per la creazione di un fondo di da 645 milioni per i bar e i ristoranti costretti a chiudere. «Chi subisce dei danni economici deve essere subito ristorato» dice Conte. Alla fine dunque ha prevalso la linea dei rigoristi, quella rappresentata fin dall’inizio dell’emergenza dai ministri Roberto Speranza, Dario Franceschini e Francesco Boccia, ribadita anche oggi da quest’ultimo alle Regioni. «Questo è tra gli inverni più bui che il nostro paese ricordi, restiamo uniti» ma le «misure restrittive hanno sempre avuto ragione».

L’unica cosa che il premier Giuseppe Conte, che era con Italia Viva per un intervento molto più morbido, è riuscito a spuntare è la deroga per due commensali non conviventi, oltre ai minori di 14 anni, che potranno spostarsi anche con i divieti per raggiungere nelle abitazioni private familiari e parenti più stretti. Ma potranno farlo «una sola volta al giorno» e «verso una sola abitazione», ovviamente nella stressa regione. Si tratta di una delega, ha rivendicato il presidente del Consiglio, «pensata per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo».

Il calendario delle date e dei colori

Nel provvedimento c'è anche la deroga per i piccoli comuni: durante le giornate in cui l’Italia sarà arancione ci si potrà spostare da quelli sotto i 5mila abitanti, ma ad una distanza massima di 30 chilometri e comunque non per andare nei capoluoghi di provincia. Con l’eccezione della Campania, se Vincenzo De Luca manterrà quanto promesso annunciando un’ordinanza per vietare comunque ogni spostamento. Dalla vigilia di Natale l’Italia sarà dunque in zona rossa. E ci resterà fino al 27 e poi nuovamente dal 31 dicembre al 3 gennaio e dal 5 al 6 gennaio. Dieci giorni in tutto. Il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio il paese sarà invece tutto in zona arancione: ci si potrà spostare liberamente all’interno dei comuni e i negozi saranno aperti. Per i bar e ristoranti se ne riparla invece il 7 gennaio.

I governatori non contestano le nuove misure

Prima di chiudere tutto, l’Italia sarà però tutta gialla, almeno per un giorno: sabato scadono le ultime ordinanze di Speranza che tenevano Campania, Toscana, Valle d’Aosta e provincia di Bolzano in zona arancione e, dunque, da domenica anche in quei territori varranno le regole attualmente in vigore nel resto del paese. Da lunedì per 3 giorni saranno valide le misure per le zone gialle, ad eccezione della possibilità di spostarsi tra le regioni che sarà sospesa come previsto dal Dpcm del 3 dicembre.

Nel corso della riunione con il governo, la maggior parte dei presidenti di Regione non ha contestato le misure. Alcuni hanno criticato la poca chiarezza, ma la maggioranza era a favore della stretta. Luca Zaia le aveva anticipate con un’ordinanza, vietando da oggi la mobilità tra i comuni del Veneto a partire dalle 14, mentre il presidente dell’Emilia e della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini aveva annunciato già in mattinata qual era la linea dei governatori: zona rossa "alternata», quella che poi è passata. L’unico che ha espresso la sua contrarietà in modo netto è stato Giovanni Toti. «Il governo deve tener conto di tutti i numeri della pandemia. Le chiusure natalizie potrebbero costare in Liguria 200 milioni». Ma anche lui, alla fine, si è adeguato al Natale in rosso. Senza cenoni e senza festa».

«E' una decisione non facile, sofferta: dobbiamo rafforzare il regime di misure necessarie per cautelarci meglio anche in vista della ripresa delle attività digennaio». Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

 

Nei giorni feriali "zona arancione"

Nei giorni feriali dal 24 dicembre al 6 gennaio l’Italia sarà in zona arancione. «L'intero territorio nazionale sarà zona arancione il 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio. In questi giorni ci si potrà spostare esclusivamente all’interno del proprio comune senza giustificarne il motivo. Per venire incontro a comuni fino a 5000 abitanti fino a 30 km ma non nei capoluoghi di provincia. Rimangono chiusi bar e ristoranti tranne che per asporto e consegne a domicilio. I negozi saranno aperti fino alle 21».

Nei festivi sì alla presenza in casa di 2 persone non conviventi

«Una zona rossa nazionale dal 24 dicembre al 6 gennaio nei giorni festivi e pre-festivi: il 24, 25, 26, 27, 31 dicembre, 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio. Si esce di casa solo per ragioni di lavoro, necessità e salute. Possiamo ricevere fino a 2 persone non conviventi dalle 5 alle 22. E’ una misura pensata per consentire un minimo di socialità».

"Non manderemo la polizia nelle case"

«Un sistema liberaldemocratico non manda la Polizia in casa, a meno che non ci una flagranza di reato. Noi non entriamo nelle case degli italiani, è un decreto concepito come limite alla circolazione. Si esce con l'autocertificazione».

Nei giorni "rossi" sport da soli vicino casa

Nei giorni natalizi da zona rossa sarà consentito fare «attività motoria nei pressi della propria abitazione e sportiva all’aperto in forma individuale».

"Lavoriamo per ritorno a scuola il 7 gennaio"

«Abbiamo programmato un recupero della didattica in presenza a partire dal 7 gennaio». Per Il Governo la scuola non costituisce un focolaio, ma bisogna lavorare su ciò che ruota attorno alla scuola, a partire dai trasporti.  Conte afferma che «è molto difficile organizzare gli ingressi scaglionati a livello nazionale».

Il vaccino non sarà obbligatorio

«Abbiamo davanti la fine di questo incubo, ci avviamo pur con misure restrittive al vaccine day del 27 dicembre in Italia e un primo gruppo di Paesi europei. Non risolveremo il problema il 27 dicembre. Interverremo con un piano vaccinale che abbiamo già anticipato: dobbiamo trovare in questa certezza la forza di chiudere questo brutto capitolo insieme». E il vaccino, ha precisato il premier, non sarà obbligatorio.

Nei 4 giorni "arancioni" si potrà uscire dai Comuni da 5000 abitanti

«L'intero territorio nazionale sarà zona arancione il 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio. In questi giorni ci si potrà spostare esclusivamente all’interno del proprio comune senza giustificarne il motivo. Per venire incontro a comuni fino a 5000 abitanti fino a 30 km ma non nei capoluoghi di provincia. Rimangono chiusi bar e ristoranti tranne che per asporto e consegne a domicilio. I negozi saranno aperti fino alle 21».

Visite a non conviventi solo in 2, una volta al giorno

"Durante i giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 lo spostamento verso le abitazioni private è consentito una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi". Lo si legge nella bozza di decreto legge Covid per il Natale sul tavolo del Cdm.

Spostamenti tra comuni e regioni

"Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome". E nei giorni di Natale, santo Stefano e Capodanno è vietato anche «ogni spostamento tra comuni», fatti salvi i casi di comprovate ragioni di lavoro, di necessità e salute da autocertificare. Nulla hosta invece per quanto riguarda i rientri alla propria residenza, domicilio o abitazione. Divieto di spostarsi nelle seconde case se "ubicate in altra regione o provincia autonoma" e, il 25, 26 dicembre e 1 gennaio, anche in altro comune.

NATALE E CAPODANNO IN ROSSO

Sono complessivamente 10 i giorni in cui sarà estesa a tutta Italia la zona rossa: 24-25-26-27 e 31 dicembre, 1-2-3-5 e 6 gennaio. In tutto il paese valgono dunque le regole finora adottate nelle regioni rosse: sarà «vietato ogni spostamento in entrata e in uscita" sia tra le regioni sia tra comuni e all’interno degli stessi "salvo per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute». E’ sempre possibile rientrare alla propria abitazione o domicilio. Sono inoltre chiuse le attività commerciali al dettaglio - ad eccezione di alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole e tabacchi - e i bar, i ristoranti, le gelaterie, le pasticcerie e i pub, che possono effettuare solo la consegna a domicilio e, fino alle 22, l'asporto. E’ invece consentito svolgere sia attività motoria, "individualmente» e «in prossimità della propria abitazione purché nel rispetto della distanza di almeno un metro e con l'obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione», sia attività sportiva, ma anche questa solo in forma individuale ed "esclusivamente all’aperto».

4 GIORNI IN ARANCIONE

L’Italia sarà invece tutta arancione nei giorni 'lavorativì all’interno delle due settimane delle vacanze natalizie: il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio. Rispetto alla zona rossa, due sono le differenze principali: sono aperti i negozi ed è sempre consentito lo spostamento all’interno del proprio comune di residenza. Il decreto introduce però una norma a favore dei piccoli comuni: sono infatti consentiti gli spostamenti dai paesi con una popolazione non superiore a 5mila abitanti per una distanza di massimo 30 chilometri «con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia».

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