Lunedì, 29 Novembre 2021
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L'OMELIA

Papa Francesco: "Speriamo in nuove cure, ma serve il vaccino per il cuore"

Nellʼomelia letta al suo posto dal cardinale Parolin, il Pontefice ha sottolineato: "Sarà un buon anno se ci prenderemo cura degli altri. Tutto comincia da qui"

Quest'anno, mentre "speriamo in una rinascita e in nuove cure", bisogna rendersi conto che "serve un vaccino per il cuore". Ad affermarlo è Papa Francesco, che nell'omelia letta al suo posto dal cardinale Parolin durante la messa in San Pietro, sottolinea che il 2021 "sarà un buon anno se ci prenderemo cura degli altri, come fa la Madonna con noi". Per Papa Bergoglio "tutto comincia da qui, dal prenderci cura degli altri, del mondo, del creato".

"Trovare tempo per il prossimo"

"Che cosa siamo chiamati a trovare all'inizio dell'anno? Sarebbe bello trovare tempo per qualcuno - sottolinea ancora il Papa. Il tempo è la ricchezza che tutti abbiamo, ma di cui siamo gelosi, perché vogliamo usarla solo per noi. Va chiesta la grazia di trovare tempo per Dio e per il prossimo: per chi è solo, per chi soffre, per chi ha bisogno di ascolto e cura. Se troveremo tempo da regalare, saremo stupiti e felici, come i pastori. La Madonna, che ha portato Dio nel tempo, ci aiuti a donare il nostro tempo".

"Il mondo è inquinato dal parlare male degli altri"

Maria, "la benedetta, è stata benedizione per chiunque ha incontrato: per Elisabetta, per gli sposi a Cana, per gli Apostoli nel Cenacolo. Anche noi siamo chiamati a benedire, a dire bene in nome di Dio - ha scritto ancora il Papa -. Il mondo è gravemente inquinato dal dire male e dal pensare male degli altri, della società, di sé stessi. Ma la maldicenza corrompe, fa degenerare tutto, mentre la benedizione rigenera, dà forza per ricominciare. Chiediamo alla Madre di Dio la grazia di essere per gli altri portatori gioiosi della benedizione di Dio, come lei per noi".

Elogio alle donne: "Sono concrete e sanno tessere con pazienza i fili della vita"

"Attraverso Maria incontriamo Dio come Lui vuole: nella tenerezza, nell'intimità, nella carne. Sì, perché Gesù non è un'idea astratta, è concreto, incarnato, è nato da donna ed è cresciuto pazientemente. Le donne conoscono questa concretezza paziente: noi uomini siamo spesso astratti e vogliamo qualcosa subito; le donne sono concrete e sanno tessere con pazienza i fili della vita. Quante donne, quante madri in questo modo fanno nascere e rinascere la vita, dando futuro al mondo! Non siamo al mondo per morire, ma per generare vita. La santa Madre di Dio ci insegna che il primo passo per dare vita a quanto ci circonda e' amarlo dentro di noi".

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