Domenica, 14 Agosto 2022
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Burioni: il vaccino anti-Covid non può proteggere prima di 14 giorni
CORONAVIRUS

Burioni: il vaccino anti-Covid non può proteggere prima di 14 giorni

coronavirus, covid, vaccino, Roberto Burioni, Sicilia, Cronaca
Roberto Burioni, virologo del San Raffaele di Milano

"Il vaccino anti COVID-19 NON PUÒ PROTEGGERE PRIMA DI 14 GIORNI. È impossibile. Per questo, se una persona appena vaccinata si infetta, non c’è nessuna notizia, e riportando il fatto irrilevante - amici giornalisti- generate solo confusione. E la confusione è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questa battaglia all'ultimo sangue con il virus che ci ha rovinato la vita". Così l'immunologo e virologo Roberto Burioni commenta sui social la notizia della dottoressa siracusana risultata positiva dopo aver ricevuto il vaccino anti-Covid.

Lo scorso 28 dicembre era andata a Palermo per ricevere la somministrazione della prima dose. E ieri, il direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Umberto I di Siracusa, Antonella Franco, è risultata positiva al virus.

Una notizia che, dicono anche altri esperti, non deve allarmare. «La protezione immunitaria è completa solo dopo la somministrazione della seconda dose del vaccino anti Covid-19», specifica il presidente del Consiglio Superiore di Sanità,Franco Locatelli.

"Negli articoli scientifici - osserva - è chiaramente riportato che anche negli studi clinici si sono infettate persone dopo la prima dose proprio perché la risposta immunitaria non è ancora completamente protettiva. E lo diventa soltanto dopo la seconda dose. Questa è una delle ragioni per non abbandonare comportamenti responsabili dopo essere stati vaccinati». Il sospetto, inoltre, è che la dottoressa, tra le prime in Sicilia a ricevere il vaccino, potesse già avere in incubazione l'infezione da asintomatica.

La dottoressa Franco fa parte del gruppo di operatori sanitari in prima linea nella lotta al Coronavirus. E per il suo ruolo il dirigente medico è stata sottoposta al controllo con il tampone continuamente ed è stata scelta per le prime somministrazioni. Non risulterebbero altri casi simili al momento tra i medici e gli infermieri siracusani che con lo stesso autobus della collega si sono recati a Palermo per ricevere la prima dose del vaccino. L’Azienda sanitaria provinciale ha avviato comunque i controlli tra operatori, familiari e chi è entrato in contatto con il personale sanitario. "Sono risultata positiva al Covid ma rifarei il vaccino e farò il richiamo che rappresenta l’unica grande opportunità che abbiamo per vincere questa battaglia. Se non l’avessi fatto il virus indisturbato mi avrebbe arrecato magari un danno irreversibile» ha detto Antonella Franco, che attualmente è ricoverata nel suo stesso reparto.

«Il vaccino, che produce una proteina Spike che aiuta a formare gli anticorpi anticoronavirus e blocca la progressione virulenta del virus, contribuirà a bloccare la replicazione virale e a contenere gli effetti patogeni del virus. Vi assicuro - ha spiegato - che prima di fare il vaccino avevo eseguito più di un tampone ma il virus molto probabilmente era ancora in incubazione». Intanto proseguono le operazioni di somministrazione del vaccino del personale sanitario dell’Asp di Siracusa. Dopo l’ospedale Umberto I, dove in 48 ore è già stata vaccinata una buona percentuale di medici ed infermieri del Covid Center, del Pronto soccorso, del reparto di rianimazione e di altri reparti soprattutto dell’area di emergenza, anche gli ospedali di Lentini, Avola/Noto ed Augusta hanno ricevuto le dosi loro assegnate.

© Riproduzione riservata

PERSONE:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook